L’umidità minaccia la cattedrale di Atri

19 Dicembre 2020

Italia Nostra denuncia infiltrazioni a ridosso del portale e chiede alla Curia di stanziare dei fondi

SILVI. Umidità e infiltrazioni minacciano l’ingresso della cattedrale di Atri. Su ambo i lati del portale principale si notano muri scrostati con pezzi di intonaco che cadono a terra. Il problema deriva dai profondi fori e sgretolamenti presenti sulle sedute di marmo esterne al duomo, che lasciano passare l’acqua piovana sin dentro le mura interne provocando così ammaloramenti sempre più evidenti.
Sul problema ieri è intervenuto Domenico Zenobio, presidente della sezione locale di Italia Nostra, che evidenzia: «La nostra cattedrale sta perdendo giorno dopo giorno pezzi dell’intonaco e occorre intervenire prima che l’umidità ne divori le antiche mura, dando così un’immagine di degrado e abbandono ai fedeli che la frequentano. Le pareti esterne alla chiesa vanno rinsaldate e restaurate, un lavoro che secondo una prima stima è di poche migliaia di euro. Come i cittadini sanno Italia Nostra ha tentato attraverso una sottoscrizione di far fronte a tale danno. Purtroppo la somma raccolta, di 1.600 euro, non basta neanche per mettere le transenne. Lungi da noi fare i conti alla Curia, ma con i fitti che riscuote attraverso i locali dell'edificio adibito a seminario, non si potrebbe intervenire per restaurare le sedute della cattedrale ?».
Zenobio lancia un appello: «Chiediamo al sindaco Piergiorgio Ferretti di attivare un tavolo con l'Ater di Teramo e il vescovo di Teramo-Atri Lorenzo Leuzzi per sfruttare al meglio il seminario, che potrebbe diventare una social house che permetterebbe maggiori introiti alla Curia e determinerebbe un ripopolamento del centro storico».
Domenico Forcella
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