L’Unione Comuni assicura: tornano i servizi sociali

Il presidente Di Marco replica ai sindacati: «Aspettiamao i soldi della Regione per ripristinare l’assistenza ad anziani e disabili». Oggi riunione dei sindaci
CASTELLALTO. Verranno ripristinati entro la prossima settimana i servizi sociali negli 11 comuni dell'ambito sociale Val Vomano- Fino, rimasti sprovvisti dal 1° settembre. Ad annunciarlo è il presidente dell’Unione dei Comuni “Colline del Medio Vomano” Vincenzo Di Marco, rispondendo alla Cgil e alla Cisl che ieri aveva reso noto il problema. «Ho profondo rispetto per l'organizzazione sindacale, a cui sono moralmente e idealmente vicino», ha dichiarato Di Marco, «certi atteggiamenti, però, non giovano nel momento in cui c’è bisogno di trovare soluzioni concrete». Il sindaco di Castellalto ha precisato che né lui, in qualità di presidente dell'Unione, né gli altri sindaci hanno nulla di cui vergognarsi. «Come Comuni, stiamo anticipando tutte le somme da corrispondere fino a dicembre 2015. Il problema è che manca l’arretrato della Regione. È un’eredità onerosa non dipesa da noi, che risale al 2012, quando il governo Monti tagliò il fondo nazionale per le politiche sociali». Di Marco ricorda che la passata amministrazione regionale di centrodestra si era impegnata ad erogare comunque la propria parte per le spese negli ambiti sociali. «Nei fatti, però, non c’è stato alcun riscontro. Ciò che chiediamo all’attuale amministrazione di centrosinistra è di fare presto. Per quanto riguarda l’ambito Vomano-Fino pare che sia stata individuata da parte della Regione una somma, di circa 200 mila euro, che dovrebbe essere erogata in autunno e che andrà alle cooperative che hanno svolto il servizio. Ma dev’essere tutto confermato». Mentre l'Unione dei Comuni lavora con una procedura d’urgenza, è stata convocata per oggi alle 17 una riunione tra tutti i sindaci dell’ambito Val Vomano-Fino. Il presidente sottolinea che non è stato effettuato alcun taglio sui servizi sociali, ma sono state le cooperative e i consorzi che li gestivano a scegliere di non accettare la proroga fino al 31 dicembre, probabilmente per ragioni economiche. «Non penso riuscissero più a sostenere le spese. Per quanto ci riguarda, i servizi sono sempre stati garantiti fino al 1° settembre, anche con uno sforzo importante da parte degli operatori, a cui va tutto il nostro riconoscimento. Come Unione dei Comuni decideremo con estrema urgenza di riattivare tutti i servizi sociali attraverso altri operatori», ha concluso Di Marco, «ai quali verrà chiesta la disponibilità ad attivarsi entro la prossima settimana - e comunque per la riapertura delle scuole. La nostra premura sarà rivolta principalmente verso gli assistiti, anziani e disabili, ma ci preoccuperemo altresì del mantenimento dei livelli occupazionali, con il riassorbimento di tutti gli operatori finora interessati».
Chiara Di Giovannantonio
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