L’università della terza età chiede spazi

SILVI . Dopo lo stop causato dal Covid-19, l’università della terza età Terre del Cerrano di Silvi pianificala ripresa delle attività per novembre. «Molti nostri iscritti», dichiara il presidente...
SILVI . Dopo lo stop causato dal Covid-19, l’università della terza età Terre del Cerrano di Silvi pianificala ripresa delle attività per novembre. «Molti nostri iscritti», dichiara il presidente Franco Costantini, «ci chiedono informazioni e con i membri del comitato direttivo ci siamo dati appuntamento alla prima metà di ottobre per fare il punto sulla situazione e per valutare l’opportunità e la possibilità di ripartire con l’anno accademico 2022/2023 che vorremmo inaugurare nella prima metà di novembre. Ci sono, però, alcuni problemi da risolvere, due in particolare: il definitivo superamento della fase critica della pandemia e la disponibilità di un locale decoroso e adeguato dove stabilire la sede ufficiale dell’università e il luogo dove si terranno le lezioni, gli incontri e le attività culturali».
Costantini spega che «negli anni scorsi abbiamo usufruito di una stanza nell’ex convento francescano, messa a disposizione dai padri conventuali della parrocchia dell’Assunta, e, negli ultimi tempi, della sala consiliare/biblioteca comunale, concessa dal Comune. Entrambe, però, presentano problemi e non garantiscono il regolare svolgimento delle iniziative. Nel primo caso non sono assicurati il riscaldamento e lo spazio sufficiente ad accogliere tutti gli iscritti. Nel secondo l’uso della sala, non essendo esclusivo, non consente il rispetto dell’effettuazione regolare delle attività per comprensibili motivi connessi alla particolarità della location, dove, oltre allo svolgimento della funzione di biblioteca aperta al pubblico, si tengono tutte le riunioni istituzionali e gli incontri dell’amministrazione con le categorie sociali, i comitati civici e le associazioni che, per lo più, non sono sempre calendarizzate, ma possono essere organizzate in qualsiasi momento». Il presidente si dice consapevole del fatto che l’amministrazione comunale non dispone di locali. «Non abbiamo però altri interlocutori a cui rivolgerci per essere messi nelle condizioni di svolgere la nostra impegnativa attività no profit», conclude, «siamo convinti che Silvi non possa perdere uno dei pochissimi laboratori socioculturali degno di tale nome».

