L’università inaugura l’anno accademico con il ministro Fratin

12 Marzo 2024

Oggi la cerimonia: al titolare dell’Ambiente sarà chiesto di riesaminare la legge che ha tagliato la Riserva Borsacchio

TERAMO. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, stamattina sarà a Teramo per l’apertura ufficiale dell’anno accademico 2023/2024 dell’università. La cerimonia si terrà alle 11 nell’aula magna Benedetto Croce dell'ateneo e nel momento iniziale a prendere la parola sarà il rettore Dino Mastrocola; a seguire sono previsti interventi di un rappresentante del personale amministrativo, del presidente del consiglio degli studenti, di un dottorando di ricerca e di un laureato dell’ateneo che lavora all’estero. La cerimonia proseguirà con la prolusione del docente Enzo Di Salvatore, presidente del corso di laurea in Diritto dell’ambiente e dell’energia, e a chiudere l'appuntamento sarà il ministro Pichetto Fratin. L’apertura dell’anno accademico è la decima nella storia dell’università di Teramo, che ha appena celebrato il trentennale dalla sua istituzione. La prima inaugurazione, alla quale partecipò l’allora presidente della Corte costituzionale Antonio Baldassarre, si tenne nel 1995 nell’aula consiliare del Comune di Teramo. Negli anni successivi la cerimonia ha visto la presenza di personalità illustri delle istituzioni, fra questi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2020.
La presenza di Pichetto Fratin oggi in città ha spinto la presidente della conferenza per l'ambiente della Provincia di Teramo, Luciana Del Grande, a scrivere al ministro una lettera aperta corredata da un documento sulla riperimetrazione della Riserva del Borsacchio. Si tratta dell'atto che la conferenza ha elaborato in occasione del consiglio provinciale straordinario sul tema, svoltosi pochi giorni fa, e da questo acquisito «quale parte integrante della proposta volta a chiedere alla Regione Abruzzo di riesaminare la legge e di ripristinare la perimetrazione originaria», scrive la presidente Del Grande, chiedendo al ministro di condividere il documento: «Il suo ministero è chiamato a esprimere un parere, come già fatto recentemente dall’ufficio legislativo del ministero della Cultura. Le considerazioni svolte dall’ufficio legislativo del Mic, di segno negativo rispetto all’intervento regionale, sono del tutto coincidenti con quelle espresse dalla conferenza nel documento», recita la lettera, nella quale si invita il ministro a esprimere parere favorevole all’impugnazione della legge taglia-riserva dinanzi alla Corte costituzionale.
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