La Asl in perdita per 10 milioni di euro

20 Ottobre 2016

Il collegio di direzione discute del difficile quadro economico causato da riduzioni nei trasferimenti da Stato e Regione

TERAMO. Il 2016 si chiuderà per la Asl di Teramo con una perdita di circa 10 milioni di euro. E’ un rischio concreto che deriva dal fatto che sono stati drasticamente tagliati i trasferimenti da Stato e Regione, in gergo tecnico chiamati “ricavi”.

Se ne è discusso ieri nel collegio di direzione, l’organismo composto dai capi dipartimento, insieme ad altri due temi basilari per l’organizzazione degli ospedali teramani: la riduzione delle sedute operatorie al Mazzini e i concorsi per assumere nuovi primari.

CONTI IN ROSSO. Il direttore generale Roberto Fagnano ha illustrato il quadro economico della Asl ai dirigenti. Il problema non sono tanto i costi, che sono aumentati di poco rispetto all’anno precedente, un incremento della spesa dovuto soprattutto ai farmaci. Il problema sono i ricavi. In parte si tratta di minori trasferimenti della Regione, circa 2 milioni di euro, ma a pesare è soprattutto l’eliminazione del cosiddetto “pay back”, somme che le case farmaceutiche rimborsano alle aziende sanitarie in caso di sforamento della spesa farmaceutica ospedaliera. Per questa voce lo Stato ha assegnato all'Abruzzo e quindi alle Asl circa 25 milioni di euro in meno. «Vogliamo esaminare il perchè del lieve aumento dei costi, che c’è comunque stato nonostante la produzione, cioè il numero di ricoveri e prestazioni, sia diminuita», spiega Fagnano, «e comunque abbiamo deciso di tagliare la spesa facendo ridotti ordinativi per le diverse forniture, calibrati fino alla fine dell’anno». Gli ordini per il nuovo anno graveranno poi sul bilancio 2017.

I NUOVI PRIMARI. Il consiglio di direzione ha deliberato i profili dei primari che mancano e su cui si baserà il bando per i concorsi. Il profilo individua che tipologia di primario la Asl cerca. Questi i primariati: ortopedie di Teramo e di Atri, medicina di Teramo, cardiologia di Giulianova, ostetricia e ginecologia di Sant’Omero, cardiochirurgia di Teramo. I profili sono piuttosto generici, a parte per l’ortopedia di Atri, in cui ci si orienterà su un primario specialista soprattutto sugli arti superiori, in modo, sottolinea il direttore generale, da differenziare l’offerta sanitaria.

LE SEDUTE OPERATORIE. Le sale operatorie sono sempre state uno dei punti deboli della Asl. Il nodo è la carenza di personale. Mesi fa è scoppiato il problema dei vincoli nell’orario di lavoro imposti dall’Europa. Ora l’emergenza riguarda il personale non medico. E così all’inizio di ottobre all’ospedale di Teramo è stata ridotta l’attività operatoria. In sostanza mancano una decina di infermieri e la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il mancato rinnovo di un contratto a tempo determinato. «Il problema non è da poco», commenta Fagnano, «e deriva in termini assoluti dalla mancanza personale dedicato, cioè infermieri di sala operatoria. Si è deciso ora di ottimizzare i cambi turno ma in effetti tutto è condizionato dalla storica carenza di personale. Contiamo di destinare qualche unità alle sale operatorie entro breve tempo, in quanto stiamo procedendo all’assunzione di 54 infermieri a tempo indeterminato, utilizzando la mobilità dall’esterno». Fagnano ritiene basilare risolvere il problema delle sale operatorie in quanto è importante mettere in grado i reparti chirurgici di operare, sia per evitare l’allungamento delle liste di attesa, ma anche per evitare la mobilità passiva, cioè la fuga di pazienti verso altre Asl.

INCARICHI A ROTAZIONE. E’ slittata la discussione sul principio della rotazione negli incarichi. Dopo che la Regione ha attuato il decreto Balduzzi-Lorenzin ha chiesto anche di applicare la nuova normativa anticorruzione che prevede la rotazione degli incarichi delle figure apicali, ad esempio i capi dipartimento e i dirigenti. Questione che sarà trattata nella prossima riunione.

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