La Asl manda i rinforzi: due anestesisti al Val Vibrata

21 Ottobre 2017

SANT’OMERO. Il rinforzo del reparto di anestesia con due figure professionali, al momento, rinvia i rischi di un blocco del gruppo operatorio dell’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero. La Asl di Teramo,...

SANT’OMERO. Il rinforzo del reparto di anestesia con due figure professionali, al momento, rinvia i rischi di un blocco del gruppo operatorio dell’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero. La Asl di Teramo, con ordine di servizio, ha inviato due medici a dare manforte al presidio sanitario vista la cronica carenza di anestesisti. Uno di questi, secondo quanto si è appreso, sarebbe in malattia. Nonostante ciò, oltre alle urgenze, al Val Vibrata si continua ad operare i pazienti in lista d’attesa. Il rischio di uno stop, però, è solo rinviato. Occorre che la Asl riesca nell’intento di assumere più anestesisti dall’esterno se la mobilità interna non dovesse rispondere al fabbisogno di medici specialisti. Già in occasione della presentazione dell’istituzione del servizio di farmacovigilanza regionale all’ospedale di Sant’Omero, il direttore generale Roberto Fagnano, aveva manifestato il problema dell’indisponibilità di anestesisti a lavorare nel Teramano. Sant’Omero fa poi i conti con una serie di pensionamenti. Questione di giorni, infatti, poi Pietro Dursi che per un lungo periodo ha avuto la responsabilità del reparto di anestesia sarà in pensione per assumere lo stesso incarico in una clinica di San Benedetto del Tronto. L’annunciato pensionamento del primario chirurgo Domenico Gizzonio preoccupa anche perché è stato lui negli anni nel dopo Milani a rilanciare l’attività chirurgica portando buoni numeri in fatto di prestazioni all’ospedale Val Vibrata. Intanto, il gruppo operatorio va avanti sfornando numeri importanti specie in ortopedia che continua a registrare soddisfacenti risultati specie per l’attività protesica. Dunque, ad oggi, gli interventi vengono garantiti ma la speranza è che la situazione si stabilizzi archiviando ogni timore per il futuro del polo operatorio.
Alex De Palo
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