La Asl paga il tempo per vestirsi: un milione e mezzo agli operatori

19 Novembre 2014

Arriva l’accordo dopo 60 sentenze sfavorevoli all’azienda: arretrati a più di mille infermieri De Zolt (Nursind): «Da gennaio i minuti per indossare la divisa compresi nell’orario di lavoro»

TERAMO. La Asl scende a patti sui tempi per la vestizione e vestizione del personale non medico. Una salva di sentenze sfavorevoli ha evidentemente indotto la Asl a riconoscere al personale non medico che i tempi per indossare la divisa e per toglierla sono compresi nell’orario di lavoro. Non solo: la Asl riconoscerà a più di mille operatori (infermieri, Oss, tecnici di radiologia, ad esempio) un corrispettivo economico per i minuti che non ha riconosciuto negli ultimi 5 anni. I conti è ancora presto per farli, ma si calcola che in totale la Asl dovrà sborsare per il passato intorno al milione e mezzo di euro.

E’ questo il risultato di una trattativa che si è svolta lunedì fra i sindacati, il direttore generale Roberto Fagnano e il direttore del personale Maurizio Di Giosia.

Soddisfatto, ovviamente, Giuseppe De Zolt, segretario del Nursind, il sindacato che ha sposato in pieno la causa dei tempi di vestizione. Tanto da avviare una serie di ricorsi al tribunale del lavoro che «finora ha accolto 60 su 110 ricorsi, dando ragione a chi chiedeva che i tempi di vestizione e svestizione, prima e dopo il turno di lavoro in ospedale, fossero ricompresi negli orari lavorativi e dunque retribuiti», osserva De Zolt. Il sindacalista annuncia che già nello stipendio di novembre sarà presente «una “integrazione” monetaria che, a seconda dei casi, varierà dai 1.100 ai 4.500 euro circa». Il riferimento è la pagamento dei minuti (ne saranno considerati al massimo 15 in entrata e altrettanti in uscita, vagliando le posizioni di ogni dipendente) non conteggiati negli ultimi 5 anni.

Una decisione adottata dalla Asl dopo che questa «a luglio è stata condannata a rimborsare le somme, comprensive di interessi legali, a circa 27 infermieri a titolo di lavoro straordinario per il periodo che va da gennaio 2008 fino a dicembre 2012. A metà ottobre la medesima condanna in favore di altri 33 infermieri», aggiunge De Zolt, «il tribunale del lavoro ha riconosciuto che indossare e dismettere la divisa costituisce “tempo di lavoro” perché ogni operazione preliminare del genere era propedeutica e necessaria per lo svolgimento dell’attività lavorativa. Lo dice anche la Cassazione: “Sono da comprendere nelle ore di lavoro effettivo, come tali da retribuire, anche le attività preparatorie o successive all’attività lavorativa, purché eterodirette dal datore di lavoro”».

Nell’accordo siglato l’altroieri si dispone che dal 1°gennaio la nuova organizzazione del lavoro prevederà 10 minuti all'inizio e alla fine di ciascun turno di lavoro dedicati a queste operazioni. Il NurSind «orgoglioso di aver portato a questo importante risultato nell'accordo con la Asl, rimane a disposizione della professione, per la sua tutela e promozione, ma soprattutto perché la sanità teramana torni a dare un servizio di qualità al paziente teramano».

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