La Asl pagherà per riavere il parcheggio del Mazzini

Lo spiega ai consiglieri comunali il manager Fagnano: «È un servizio essenziale, meglio accorciare i tempi e andare a una transazione». Il Pd si dice contrario
TERAMO. La Asl vuole riprendersi definitivamente il parcheggio dell'ospedale ed è disposta, sebbene con l'amaro in bocca, a pagare pur di risolvere senza ulteriori intralci il contenzioso con la "Parking piazza Italia". Il direttore generale Roberto Fagnano illustra questa strategia ai pochi consiglieri che ieri pomeriggio hanno raccolto l'invito del sindaco Maurizio Brucchi e si sono presentati in Comune per affrontare il tema del destino da riservare all'impianto per la sosta realizzato solo in parte davanti al "Mazzini". In realtà il problema riguarda l'azienda sanitaria e la società che nel 2004 si era impegnata a costruire e gestire per trent'anni la struttura rimasta incompleta. «I consiglieri però devono essere informati di quello che succede a un intervento strategico», premette Brucchi, «visto che senza quel parcheggio la situazione sarebbe drammatica per il traffico e la sosta nella zona». Basti pensare che l'anno scorso i vigili urbani hanno comminato più di mille multe nell'area a ridosso dell'ospedale, risultata la più colpita da contravvenzioni di tutta la città.
Anche secondo Fagnano l'impianto fornisce «un servizio essenziale», per cui si pone il problema di come assicurarlo senza interruzioni. L'intesa con la "Parking piazza Italia" è saltata già dal 2013, quando l'allora manager Giustino Varrassi dichiarò risolto il rapporto con la società evidenziandone le inadempienze. Resta, però, un problema di soldi. Il consulente nominato dal tribunale su richiesta della Asl stima in circa nove milioni di euro il valore delle opere realizzate, comprese quelle non previste nel contratto che assommano a 1,4 milioni. Da sottrarre ci sarebbe anche poco più di un milione come penale per il mancato completamento del parcheggio e gli ulteriori danni patiti dall'azienda sanitaria. Su questa base, dunque, Fagnano sta trattando la riconsegna dell'impianto che eviti la causa. «Avrei potuto anche non far nulla e aspettare la sentenza», osserva, «ma il giudice ci avrebbe comunque condannato a pagare». Meglio dunque accorciare i tempi e cercare una transazione. Fagnano tiene a precisare che si accolla anche «un rischio personale» in questa vicenda, ma assicura la disponibilità di «finanziamenti non sottratti a fondi sanitari per completare l'intervento», pur se in forma ridotta rispetto alla soluzione originaria. Dall'affidamento in gestione dell'impianto, comunque, la Asl ricaverebbe utili a compensazione della spesa.
Nonostante questo, il Pd non condivide l'esborso economico da parte dell'azienda per una struttura che, ricorda Manola Di Pasquale, «doveva essere a costo zero». Secondo Flavio Bartolini, inoltre, il parcheggio verrebbe completato proprio mentre si prospetta la costruzione di un nuovo ospedale provinciale che declasserebbe il "Mazzini". Irrisolti, a detta di Maurizio Verna, sono anche i disagi a carico dei commercianti sgomberati dall'area interessata dal cantiere. Guido Campana (Al centro per Teramo) pone invece il problema della mancanza di stalli gratuiti per i donatori di sangue. Questi, precisa Fagnano, potranno essere garantiti solo se la Asl rientrerà in possesso del parcheggio, che dunque rimane «il problema da risolvere». (g.d.m.)
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