La Asl revoca l’appalto I fisioterapisti insorgono

29 Luglio 2014

TERAMO. La Asl va avanti per la sua strada e annulla il bando tanto discusso per l’assegnazione del servizio di fisioterapia nell’ambito dell’Adi (assistenza domiciliare integrata) a Teramo e...

TERAMO. La Asl va avanti per la sua strada e annulla il bando tanto discusso per l’assegnazione del servizio di fisioterapia nell’ambito dell’Adi (assistenza domiciliare integrata) a Teramo e Montorio. Grande amarezza ma anche accuse di «sperpero di denaro pubblico» vengono lanciate da Alfredo Caccioni, il capogruppo dell’associazione temporanea di imprese (Ati) che riunisce 15 studi professionali di fisioterapia che quel bando se l’erano aggiudicato. Annullamento che non trova giustificazioni, secondo Caccioni: l’Ati, battendo la concorrenza di 7 partecipanti, aveva proposto una cifra di 16,50 euro per ogni visita domiciliare contro i 21 che la Asl paga tuttora alla Kcs, una cooperativa di Bergamo a cui invece la Asl ha prorogato il servizio fino alla fine dell’anno. «Una proroga che si traduce per la Asl in una spesa ulteriore di 91mila euro contro i 135mila per un anno intero proposta dal raggruppamento di fisioterapisti (e un risparmio di circa 50mila euro), che si era aggiudicato l'appalto in via provvisoria e che ora, con una delibera vergognosa è stato annullato».«Siamo liberi-professionisti di Teramo», dichiara Caccioni «con i nostri studi autorizzati, con le nostre spese di gestione, e la conoscenza del nostro territorio e dei pazienti ai quali avremo voluto dedicare il nostro tempo assistendoli nei percorsi di fisioterapia e riabilitazione». Caccioni domanda alla Asl perchè sia stato chiesto il parere di un legale esterno sull’aggiudicazione, nonostante il giudizio della commissione dell’azienda sanitaria. «Quanto è costata questa ulteriore consulenza alla Asl? E' una vergogna lo sperpero di denaro pubblico che imperversa a danno delle persone assistite. Bisogna liberare il territorio dalle lobby, dai poteri forti che imperversano e dettano legge anche in appalti di modesta entità». Per l'Ati, che annuncia nuove azioni legali, non finisce qui. (m.d.t.)