La Asl tenta di salvare neurochirurgia

Ultimi ritocchi al piano di riordino degli ospedali, si spera di evitare il declassamento dello storico reparto del Mazzini
TERAMO. Momenti decisivi per il piano di riordino della rete ospedaliera. Si sono susseguiti negli ultimi mesi gli incontri alla Regione per mettere a punto il piano in base agli standard del decreto Balduzzi-Lorenzin.
Per la Asl di Teramo ci sono state lunghe trattative, che hanno portato a un quadro quasi definito. L’unico punto interrogativo riguarda la neurochirurgia. Infatti secondo gli standard fissati dal ministero con la popolazione esistente in Abruzzo sono possibili sono due unità operative complesse di neurochirurgia, che attualmente, però, sono tre: a Teramo, L’Aquila e Pescara. Il decreto Balduzzi-Lorenzin infatti mette in relazione la popolazione con le unità operative con lo scopo di concentrare gli ospedali o perlomeno i reparti. In Abruzzo si è deciso di non chiudere ex abrupto i reparti da sacrifica, ma di lasciare l’attività togliendo il primario.
La decisione originariamente è caduta sul salvataggio di Pescara e L’Aquila. In teoria dunque Teramo dovrebbe perdere il primario e diventare unità operativa semplice a valenza dipartimentale. Ma si stanno facendo una serie di tentativi per cercare di evitare il ridimensionamento del reparto del Mazzini. Il declassamento porterebbe, soprattutto in prospettiva, una riduzione di risorse e del ruolo basilare che svolge in un bacino d’utenza molto ampio, che abbraccia anche le Marche. Senza contare che il reparto di neurochirurgia di Danilo Lucantoni opera a stretto contatto con la radiologia interventistica di Vincenzo Di Egidio, che serve un bacino molto ampio.
La speranza è dunque che la Regione lasci tutto così com’è demandando eventuali decisioni al ministero. L’arcano comunque sarà chiarito a breve: entro una ventina di giorni, infatti, il piano di adeguamento delle strutture ospedaliere dovrebbe arrivare all’approvazione finale da parte del commissario ad acta, Luciano D’Alfonso.
Per il resto, la Asl teramana avrà grosso modo l’assetto previsto, con tre ospedali di base (Giulianova, Atri e Sant’Omero) e uno di primo livello (Teramo). Gli ospedali di base mantengono in ogni caso i reparti di chirurgia, ortopedia, medicina, anestesia e pronto soccorso. Per quanto riguarda il Mazzini, si perderebbero come unità operative complesse la seconda chirurgia e la medicina nucleare. In bilico, appunto, la neurochirurgia. Salve, sempre come unità operative complesse, la gastroenterologia, la radioterapia e la chirurgia toracica, che è convenzionata con l’università. Salva anche la cardiochirurgia.
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