La bandiera blu non arriva Accuse ai Comuni esclusi

10 Maggio 2017

Ad Alba il segretario del Pd Viviani attacca la giunta: «Non ha fatto abbastanza» A Martinsicuro parla la candidata sindaco Foglia. «Sconfitta per il nostro paese»

ALBA ADRIATICA. «L’amministrazione di Alba Adriatica non ha fatto abbastanza per far tornare a sventolare la Bandiera Blu, anche in futuro». Il primo a commentare pubblicamente il rifiuto della Fee a riconsegnare alla località l’ambito vessillo, è stato Gabriele Viviani, segretario del Pd cittadino. Viviani, che è stato uno degli ultimi amministratori ad ottenere la Bandiera Blu da assessore all’ambiente con il sindaco Franchino Giovannelli, compie una riflessione politica sul tema: «Capisco le difficoltà che l’amministrazione Piccioni si è trovata davanti con i ripetuti divieti di balneazione, ma ha avuto quattro anni per cercare soluzioni al problema. Sul piano cittadino, bene ha fatto a portare avanti la nostra videoispezione delle condotte idriche, ma l’impegno non è bastato: il controllo deve essere continuo e capillare per evitare sversamenti. Poi c’è la questione del piano traffico, pronto e mai approvato, nonostante questo sia per la Fee uno dei requisiti per ottenere la Bandiera Blu. Insufficiente, inoltre, l’impegno dell’amministrazione nel tavolo dell’Unione dei comuni della Val Vibrata e in quello con il Ruzzo. E’ infatti necessario il buon funzionamento di tutti i depuratori lungo il torrente, ma anche la pulizia di tutte le cavate, l’eliminazione di scarichi abusivi e di fosse biologiche».
Quindi, continua il segretario del Pd, «Il fatto che Alba Adriatica non riesca ancora a riottenere la Bandiera Blu dovrebbe preoccupare anche i comuni vicini, compreso chi l’ha riottenuta come Tortoreto: i turisti infatti si guardano in giro e si spostano da un paese all’altro durante la loro vacanze. Il danno di immagine è per tutti finché il vessillo tornerà sull’intera costa teramana». Viviani si fa portavoce anche delle proteste sui ritardi di realizzazione del ponte di legno sulla foce del Vibrata: «L’installazione del nuovo ponte è già in ritardo e la sua mancanza è già un problema: è impensabile un avvio di stagione turistica senza il collegamento tra il lungomare di Alba e di Martinsicuro. Al di là delle motivazioni tecniche del ritardo, è chiaro che tutta l’opera, compresa la sua chiusura ben sei mesi fa, poteva e doveva essere programmata meglio».
Polemiche anche a Martinsicuro, l’altro centro costiero teramano escluso dalla Bandiera blu 2017, polemiche che si intrecciano con la campagna elettorale in corso. «Anche quest’annno Martinsicuro resta ferma al palo», dichiara Elisa Foglia, candidata sindacodel Pd e del gruppo "Sicambia, che critica le azioni della giunta diretta da Paolo Camaioni, sulle strategie messe in campo per riprendere il vessillo ambientale. «Una sconfitta per il nostro paese», continua Foglia, «che paga, a caro prezzo, anni di politiche inadeguate per la salvaguardia del nostro ambiente e per la valorizzazione delle nostre spiagge. Non solo, la mancata presentazione della domanda, per il conseguimento del vessillo, mostra la resa incondizionata dell’amministrazione Camaioni nel raggiungimento dell’obiettivo. Decidendo di non partecipare, il nostro paese ha già perso in partenza. E questo Martinsicuro non lo merita. Con il Pd e il gruppo "Sicambia" lavoreremo per riportare la Bandiera blu sulle nostre spiagge: oltre a sollecitare l’approvazione del contratto di fiume per il monitoraggio del Vibrata condiviso con tutti i Comuni interessati e con gli enti competenti, ci impegneremo ad avviare tutte quelle politiche ambientali e turistiche che sono necessarie alla vocazione ecosostenibile del nostro territorio e al conseguimento del tanto sospirato vessillo che da alcuni anni manca nella nostra spiaggia».
Secondo le considerazione della Foglia l’amministrazione Camaioni ha sottovalutato l’importanza della bandiera blu come volano per il turismo truentino.
Luca Tomassoni
Sandro Di Stanislao
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