La battaglia di Valeria per salvare i libri

La fondatrice della Di Felice edizioni: «In Italia non si legge ma insisto, questo lavoro ha un valore»
MARTINSICURO. Valeria fa l’editrice di giorno e il portiere d’albergo di notte. Sa bene di non poter vivere di letteratura e sa ancora meglio di combattere senza poter vincere in un mondo in cui i libri non si leggono più, e figuriamoci se si comprano. Ma coltivare e valorizzare la parola scritta (lei stessa scrive saggi e poesie) è la sua passione. Così va avanti, anzi accetta nuove sfide. E apre la sua casa editrice a scrittori di altre culture.
Valeria è Valeria Di Felice, 33 anni, di Martinsicuro. Sette anni fa, appena laureata, ha fondato la Di Felice edizioni. Una piccola casa, che tale è rimasta negli anni ma ha mietuto riconoscimenti nell’ambiente letterario perché gli addetti ai lavori le riconoscono l’ambizione che muove la sua fondatrice: lavorare sulla qualità, non pubblicare tutto ma cercare di scoprire e valorizzare talenti. Valeria racconta così com’è nata la sua avventura nel mondo dei libri. «Ho sempre avuto la passione per la scrittura, in particolare la poesia. Durante l’università, partecipando a un premio di saggistica, i titolari di una casa editrice di Reggio Calabria mi proposero di collaborare con loro e accettai. Lì ho assaporato il lavoro editoriale e ho scoperto che mi veniva naturale, mi sentivo a mio agio. Dieci giorni dopo la laurea, ho aperto la Di Felice edizioni».
La prima fatica di Valeria come editrice è stata organizzare il Martinbook Festival, che ha portato avanti per quattro anni ma poi ha lasciato «perché», spiega, «non promuoveva più l’editoria. Essere editore non vuol dire stampare tutto, ma fare un lavoro di scelta e cura del testo. In Italia c’è il paradosso che abbiamo il maggior numero di scrittori e il minor numero di lettori. Molti editori pubblicano di tutto ma non ci s’improvvisa scrittori, scrivere non è necessariamente letteratura. Io ricevo 200 manoscritti l’anno e pubblico una ventina di libri l’anno. La scelta per me è tutto, ovviamente posso sbagliare ma mi assumo la responsabilità».
E dopo la pubblicazione cosa succede? Valeria sorride: «La vendibilità è bassissima, in pratica si vende solo alle presentazioni dei libri. Le librerie molti testi non li prendono neanche perché non c’è mercato. C’è chi dice che la crisi dell’editoria cartacea sia dovuta agli e-book ma neanche quelli sono così venduti, è che non c’è educazione alla lettura. Ormai il lettore “forte” è considerato chi legge un libro al mese e i lettori forti sono il 12% del totale. Tornando al tema educazione, ho notato sia nelle fiere, sia quando sono andata nelle scuole a parlare di editoria, che da parte dei bambini c’è grande interesse per i libri. Questo interesse evidentemente si perde dopo. Perché? I genitori giocano certamente un ruolo e poi nei giovani oggi manca la motivazione. Tutto viene percepito come inutile, la mia è una generazione di demotivati».
Non è così in altre parti del mondo, a quanto pare, e non a caso Valeria ha pubblicato in Canada e Romania e si è avvicinata al mondo arabo stringendo partenariati con la Fondazione marocchina del libro e con l’ambasciata palestinese. «Nel mondo arabo», dice, «le persone scrivono perché fortemente motivate, credono fermamente nel valore della parola, non scrivono sperando di far soldi o per narcisismo come molti in Italia». La Di Felice edizioni, così, pubblica autori in lingua araba che sono anche voci eversive nel loro mondo; e con una candidata al Nobel marocchina, Rita El Khajat, ha inaugurato una collana di testi il cui filo conduttore è la mediterraneità.
Una cosa è certa, e cioé che di sola editoria Valeria non vive. «A fine mese tra tasse e spese mi rimangono poche centinaia di euro», dice, «per questo devo fare il portiere di notte. Prima mi vergognavo di dirlo, ora non più: anzi, è bene che lo dica. Di sicuro continuerò a fare l’editrice, è un atto d’amore, qualcosa che mi fa crescere. Riconosco un valore a questo lavoro, perché riconosco un valore alla parola».
La prossima sfida della giovane editrice martinsicurese sarà il lancio di una collana legata alla musica: testi letterari scritti da musicisti o con la musica come tema.(d.v.)
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