La beffa delle maxi bollette per decine di terremotati

4 Novembre 2019

Svariati residenti nei centri del cratere dopo un cambio di gestore non richiesto hanno ricevuto fatture tra 400 e 600 euro per la chiusura dei contratti

TERAMO. Il “raggiro del sì” colpisce ancora e questa volta sembra interessare soprattutto i terremotati e più in generale i residenti dei comuni del cratere sismico.
A segnalare il ricorso a pratiche commerciali scorrette da parte di gestori di gas e luce, o perlomeno da parte di chi lavora come promotore per conto di queste società, è l’associazione di consumatori Robin Hood che denuncia come diversi teramani residenti all’interno del cratere sismico, che usufruivano della sospensione della fatturazione delle bollette e delle varie agevolazioni connesse, si siano trovati a cambiare gestore a loro insaputa semplicemente rispondendo a una telefonata. E questo col risultato che il vecchio operatore, come da normativa, gli ha fatturato tutto il pregresso con fatture di chiusura, dal sisma alla data di cambio gestore, che si aggirano, a seconda dei casi, tra i 400 e i 600 euro. Ma non solo. Perché nel cambio tra un operatore e l’altro gli utenti interessati hanno perso anche tutti i benefici previsti sia per chi ha case inagibili che per chi è proprietario di case agibili ma localizzate nel cratere sismico, che prevedono anche la riduzione dei costi delle fatture e la rateizzazione in 36 mesi del dovuto.
«Il meccanismo è semplice», spiega Di Ferdinando, «l’utente viene contattato, gli viene chiesto se è il signor X e se risiede nel cratere sismico e appena lui risponde si la conversazione si interrompe. Quel si viene utilizzato per cambiare operatore e produrre nuovi contratti che determinano da un lato la fatturazione immediata, da parte del vecchio operatore, di tutto il periodo intercorso tra il sisma ad oggi, e dall’altro la perdita di tutti i benefici sul nuovo contratto». L’ultimo caso in ordine di tempo è arrivato sul tavolo dell’associazione Robin Hood solo qualche giorno fa. «Si tratta di A.C., disabile teramano, che ha una casa a Tossicia per la quale beneficiava della sospensione delle bollette della luce», racconta Di Ferdinando, «e che si è visto arrivare una fattura di chiusura di 490,67 euro. A quel punto ha chiamato l’operatore con il quale aveva il contratto e ha chiesto il perché di quella bolletta». A quel punto gli è stato risposto che avendo cambiato gestore loro, da normativa, avevano dovuto emettere la fattura a chiusura del contratto. «Solo quando gli è arrivata la prima fattura dal nuovo operatore», continua Di Ferdinando,«il nostro assistito ha saputo con chi era stato stipulato il nuovo contratto». A quel punto, dopo aver cercato di risolvere la situazione, si è rivolto all’associazione. «Ad oggi abbiamo circa una decina di casi, tutti in questi ultimi giorni. Ovviamente ci rivolgeremo all’autorità per l’energia elettrica e il gas e segnalarli», conclude Di Ferdinando, «agli utenti, in ogni caso, suggeriamo di non rispondere mai si quando si ricevono chiamate da numeri sconosciuti ma di usare altre formule. Ad esempio se qualcuno chiede se siete il signor tal dei tali, è meglio rispondere “mi dica”».
©RIPRODUZIONE RISERVATA