La cabinovia chiude, la Regione respinge la richiesta di proroga

20 Settembre 2022

Il gestore Finori: «La situazione meteo è rimasta invariata, non capiamo il perché di questo no» Dopo la riapertura di agosto registrato un calo di passaggi del 70% rispetto a due anni prima

PIETRACAMELA. «Sono costretto a chiudere la cabinovia venerdì prossimo perché il Coreneva, il comitato tecnico regionale neve studio neve e valanghe della Regione, non mi ha dato la proroga dell’autorizzazione a restare aperto. Eppure la neve non c’è nemmeno in alta quota, non è prevista e non sono cambiate le condizioni per cui quell’autorizzazione mi è stata data». A protestare è il gestore degli impianti di Prati di Tivo Marco Finori che avrebbe voluto prorogare la chiusura dell’impianto entro i termini della gestione di dicembre e della concessione dei terreni di novembre per cercare di recuperare una stagione turistica partita in ritardo.
Per i noti motivi legali e burocratici di una vicenda che si trascina ormai da tempo, l’impianto in assetto estivo quest’anno ha riaperto il 6 agosto, perdendo tutta la prima parte della stagione con il tempo sempre sereno e le temperature alte. «Una volta chiuso non posso più riaprire», prosegue Finori, «e comunque avremmo chiuso per motivi di sicurezza appena si fosse presentata una nevicata copiosa. Non riesco proprio a capire le motivazioni del diniego da parte del Coreneva quando la situazione climatico-metereologica è rimasta invariata».
Finori vorrebbe posticipare anche per recuperare una stagione che non è andata bene. «Se mettiamo a confronto il mese di agosto 2022 con quello del 2020 registriamo un calo del 70% di passaggi sull’impianto», dice a questo proposito con tono di rammarico, «parte delle responsabilità è del maltempo, ma tanto ha influito l’apertura in ritardo con la mancanza di programmazione e promozione che ha comportato l’arrivo degli appassionati di montagna e turisti giornalieri locali, ma ha bloccato il turismo da fuori e per più giorni. Sono veramente amareggiato per questa decisione che è stata presa del Coreneva perché dovremo mandare a casa i dipendenti e rivedremo ancora una volta il piazzale vuoto».
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