La cabinovia riaprirà in estate: ma per gli operatori non basta

L’annuncio del presidente della Provincia Di Bonaventura non placa gli imprenditori dei Prati di Tivo «Nessuna risposta definitiva». E spunta anche il problema della certificazione anti-valanghe ritirata
PIETRACAMELA. La cabinovia di Prati di Tivo riaprirà per la stagione estiva: ad annunciarlo è stato il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura nell’incontro di ieri sera, dai toni accesi, convocato su sollecitazione degli operatori turistici che hanno chiesto il perché gli impianti sono stati chiusi e cosa accadrà in futuro alla stazione su cui regna l’incertezza da anni. Il loro dubbio è che non venga più riaperta in inverno per una chiara volontà.
«Ci avevano detto che gli impianti erano pronti e poi non sono stati riattivati», ha tuonato il presidente della Siget Erminio Di Lodovico, «quando si sta per riaprire si scopre sempre che c’è qualcos’altro da fare». Anche altri operatori hanno lamentato «il danno economico alla località» ribadendo con forza «la necessità di sapere per potersi organizzare». Il liquidatore della Gran Sasso Teramano Gabriele Di Natale ha evidenziato di «aver svolto tutte le operazioni di competenza e di aver mantenuto una corrispondenza costante con il gestore Marco Finori». Ed è stato proprio Finori a svelare che c’è il problema della sicurezza. «Sono il più danneggiato perché ho speso risorse e comprato nuove dotazioni, ma non ho potuto riaprire perché è stato revocato dal Coreneva il certificato di immunità dal rischio valanghe agli impianti», ha detto, «ho dato mandato a un’azienda del settore che in 120 giorni espleterà l’iter per rientrare in possesso delle certificazioni necessarie». Ai Prati manca anche un Pidav, il Piano di intervento di distacco artificiale valanghe: nel 2020 è stato redatto dal Comune, ma non è stato mai approvato e si è aperto un dibattito se il documento vincola o meno l’apertura degli impianti.
Il sottosegretario alla giunta regionale Umberto D’Annuntiis ha annunciato, grazie all’impegno del governatore Marco Marsilio, la possibilità per i Comuni di Fano e Pietracamela di rimodulare secondo le proprie esigenze i progetti della scheda presentata dalla Provincia su come investire i circa 2,5 milioni dei fondi Cis. Gli operatori alla fine dell’incontro si sono dichiarati «delusi perché non abbiamo avuto risposte». Di Bonaventura ha comunque dato loro appuntamento per un altro incontro, sottolineando che «gli obiettivi sono riaprire la cabinovia in estate, perché c’è ancora la concessione dei terreni dall’Asbuc, trovare una soluzione per chiudere la Gran Sasso Teramano e dare una gestione pluriennale degli impianti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

