La carica dei 452 aspiranti veterinari

Ragazzi da tutta Italia sosterranno oggi le prove di ammissione ai 60 posti nella facoltà, di cui 15 riservati agli stranieri
TERAMO. Veterinaria, la facoltà che piace. Saranno 452, 37 in più rispetto allo scorso anno, gli studenti che stamattina sosterranno la prova di ammissione per i 60 posti previsti per il corso di laurea magistrale in medicina veterinaria dell’università di Teramo. In realtà i candidati si contenderanno 45 posti, 15 sono riservati a studenti di Paesi extracomunitari che sosterranno una prova che comprende anche la conoscenza della lingua.
«Il dato conferma l’interesse dei giovani per la figura professionale del veterinario, diventata centrale non solo nel campo dell’assistenza agli animali, ma anche in quello delle sempre più frequenti emergenze sanitarie, della zootecnia e dell’ispezione degli alimenti di origine animale che richiede medici veterinari specialisti», si legge in una nota dell’ateneo, «l’aumento del 9% circa delle domande di ammissione conferma il successo e il prestigio della facoltà di Teramo che quest’anno si è posizionata al 3° posto, tra le 13 facoltà italiane, nell’annuale graduatoria Censis-Repubblica che valuta gli atenei, la didattica e la ricerca italiana». Veterinaria di Teramo è stata anche tra le prime a ottenere l’approvazione dell’Eaeve - l’European association of establishments for veterinary education - per le spiccate qualità nella didattica e nella ricerca. Al test di ammissione che si svolgerà alle 11 nella sede di Giurisprudenza saranno interessati candidati provenienti da tutta Italia.
Secondo il preside della facoltà, Augusto Carluccio sono diversi i motivi che hanno determinato il boom nelle preiscrizioni. «Innanzitutto perchè è una bellissima professione», esordisce il preside, «Il veterinario non è solo il clinico dell'animale, ma si occupa anche del benessere animale e controlla tutte le derrate di origine animale che arrivano sulle nostre tavole. E' in sostanza una figura complessa. Chi sceglie veterinaria è perchè ha una forte propensione per questa professione, che si estrinsenca appunto in diverse branche». Professione, peraltro, molto richiesta nei paesi angolassoni, «che non hanno l'impostazione curriculare ampia come la nostra (in sostanza i veterinari inglesi si occupano solo dell’aspetto clinico, ndr): parecchi nostri colleghi ricoprono posati di responsabilità in Inghilterra», aggiunge Carluccio.
Un altro motivo che certamente ha influito sulla scelta dei ragazzi è che Veterinaria di Teramo figura fra i circa 200 dipartimenti (cioè facoltà) di eccellenza per il ministero. Importante anche il passa-parola, oltre che le giornate di orientamento svolte quest’estate: il corso di studi è improntato anche su una fase pratica, cioè sui casi clinici che arrivano all’ospedale veterinario. «Puntiamo molto anche sulla pratica», conferma il preside, «già dal terzo anno gli studenti vengono coinvolti in attività ospedaliere con turnazioni diurne e notturne affiancando i medici». E i posti assegnati dal ministero, 60, per le matricole, nelle speranze del preside forse potrebbero aumentare di qualche unità dal prossimo anno: «Puntiamo ad avere qualche studente in più: d’altronde abbiamo strutture confacenti alla sicurezza sui luoghi di lavoro, adeguate per 70 studenti, più un ospedale straordinario». (a.f.)
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