La Cassazione annulla la condanna del giornalista Capolla e del blogger Falconi

4 Febbraio 2017

TERAMO. Il fatto non sussiste. Con questa formula la prima sezione penale della Corte di cassazione ha cancellato la condanna disposta in primo grado a carico del giornalista Fabio Capolla e del...

TERAMO. Il fatto non sussiste. Con questa formula la prima sezione penale della Corte di cassazione ha cancellato la condanna disposta in primo grado a carico del giornalista Fabio Capolla e del blogger Giancarlo Falconi, accusati di violazione del segreto istruttorio per aver pubblicato sulle pagine abruzzesi del quotidiano “Il Tempo”, il primo, e sul blog “I due punti”, il secondo, il contenuto di una querela.

I fatti risalgono al 2013. Capolla e Falconi pubblicarono la notizia dell’atto di querela per molestie sessuali e mobbing, regolarmente depositato, con cui una dipendente del Comune di Teramo, l’agente di polizia municipale Anna Capponi, aveva denunciato un superiore. La procura della Repubblica di Teramo iniziò le indagini sulle molestie, per poi archiviare il caso, ma aprì anche un fascicolo a carico del giornalista e del blogger.

Capolla, convinto di aver correttamente esercitato il diritto di cronaca, rinunciò ad avvalersi della possibilità di chiudere il procedimento tramite oblazione e così si andò a processo. Esattamente un anno fa, nel febbraio 2016, la condanna a giornalista e blogger al pagamento di un’ammenda di 160 euro, con la sospensione della pena. Una sentenza che suscitò le reazioni anche di sindacato e ordine dei giornalisti abruzzesi.

Ieri, cancellando la condanna, la Corte di cassazione ha infine riconosciuto la correttezza dell’operato di Fabio Capolla e Giancarlo Falconi, che non violarono il segreto istruttorio pubblicando la notizia della querela.