La Cassazione dà ragione alla vigilessa licenziata

TERAMO. Così come già avvenuto in Appello, anche la Cassazione ha respinto il ricorso del Comune di Teramo per il caso della vigilessa Anna Capponi. Il provvedimento impugnato riguarda il secondo...
TERAMO. Così come già avvenuto in Appello, anche la Cassazione ha respinto il ricorso del Comune di Teramo per il caso della vigilessa Anna Capponi. Il provvedimento impugnato riguarda il secondo licenziamento deciso dal Comune nei confronti della vigilessa in questo caso assistita dagli avvocati Arturo Maresca e Valerio Speziale. Un pronunciamento, quello della Suprema Corte, che si inserisce in una complessa vicenda giudiziaria sia sul piano del lavoro sia su quello penale. «Non solo il Comune di Teramo non avrebbe potuto aprire un nuovo procedimento disciplinare per i medesimi fatti», scrivono i giudici della Cassazione, «per l’essere stato il licenziamento (provvisoriamente) annullato dalla sentenza di primo grado, ma neppure ciò avrebbe potuto fare se anche quell’annullamento fosse divenuto definitivo, perché neanche tale ipotesi è prevista come caso di possibile riedizione del potere disciplinare per il medesimo fatto, prevalendo a quel punto tra le parte il giudicato formatosi sul rapporto di lavoro in essere e sull’inidonenità di incidere su di esso dell’azione disciplinare». Sul pronunciamento della Cassazione, in una nota, la consigliera di parità della Provincia Monica Brandiferri esprime soddisfazione e vicinanza alla vigilessa. Per la cronaca sul primo licenziamento (per motivi disciplinari) la Cassazione ha accolto il ricorso della vigilessa disponendo un nuovo esame davanti alla corte d’appello di Ancona.
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