La Cei: «Castiglione esempio di accoglienza»

18 Settembre 2023

Il parroco racconta la mobilitazione della comunità per ospitare 25 profughi ucraini

CASTIGLIONE M. RAIMONDO. L’accoglienza di 25 profughi ucraini a Castiglione Messer Raimondo è stata portata ad esempio virtuoso dalla Cei (Conferenza episcopale italiana) in occasione della Giornata nazionale per il sostentamento dei sacerdoti, che si è celebrata ieri. Nella nota diffusa dalla Cei il parroco di Castiglione, don Michele Cocomazzi, racconta: «Inizialmente avevo organizzato una raccolta fondi, destinata alla Caritas diocesana (dell’arcidiocesi di Pescara-Penne, ndr), per aiutare gli sfollati. Poi è arrivata la telefonata di un sacerdote, don Giovanni Carullo, provinciale dei padri orionini, per la difficoltà in cui versava il suo istituto al confine polacco-ucraino nel dare ospitalità ai rifugiati di guerra. Tutto è cambiato». Grazie alla disponibilità di un parrocchiano è stato offerto un palazzo gentilizio, già entrato nella proprietà di una Fondazione nata per la salvaguardia dei prodotti tipici locali, ma si sono resi necessari dei lavori di ristrutturazione per accogliere gli ospiti, in maggioranza donne e bambini con disabilità cognitive o psicomotorie. «È partita una gara incessante di solidarietà e generosità di tutta la comunità», spiega don Michele, «per riqualificare il palazzo, pulire e sistemare gli ambienti, arredare e allestire le camere». Dopo un primo periodo trascorso nel palazzo, i profughi hanno ricevuto alcuni alloggi popolari dell’Ater di Teramo e del Comune. Secondo la Cei «l’abbraccio corale della comunità ha consentito al piccolo gruppo di profughi di inserirsi nel tessuto sociale e, grazie alla disponibilità di molti, di individuare opportunità lavorative». Cocomazzi conclude: «Il dramma della guerra che i nostri ospiti hanno stampato in volto ci ha risvegliati dal torpore. È stata un’esperienza ecumenica di carità».(red.te)