La Cgil: l’Enel deve assumere gli operai
«Organici più che dimezzati e riduzione delle squadre di manutenzione sono la causa del blackout»
TERAMO. Il tema del lavoro e della tutela del reddito dei lavoratori non è certo estraneo all’emergenza che ha colpito la provincia. Non a caso alla manifestazione di Roma hanno aderito anche i sindacati confederali.
Che fanno una serie di proposte. Quella avanzata dal segretario generale della Cisl, Antonio Scuteri, è stata già fatta propria dalla Provincia, che creerà una “task force” per pianificare il rilancio del territorio. A questo si aggiungono due sollecitazioni che arrivano dalla Cgil, condivise ovviamente dagli altri sindacati. La prima il segretario generale Giovanni Timoteo l’ha illustrata a Montecitorio e riguarda gli ammortizzatori sociali. La seconda la lancia ora il segretario della Filctem, Giampiero Dozzi e riguarda lo stato di manutenzione della rete elettrica, che ha causato il lunghissimo blackout di gennaio.
«C’è bisogno di rilanciare le attività e di tutelare il reddito delle persone», spiega Timoteo, «quindi estendere la cassa integrazione alle piccole attività fuori del cratere. E poi la Naspi, cioè l’ex mobilità: se il territorio così martoriato non riesce a garantire una reintroduzione nei cicli produttivi, c’è bisogno di prolungarla. D’altronde nel sisma dell’Aquila hanno riconosciuto questa necessità con una proroga di due anni. Il legislatore l’ha capito anche perchè andava spesso sul territorio. Qui Errani è passato una volta: non c’è la percezione della gravità della situazione». Da qui l’importanza della manifestazione di giovedì. «E ora bisogna guardare avanti, questa provincia deve chiedere una strumentazione per la riqualificazione e la messa in sicurezza del territorio, a partire dalle scuole. E serve un progetto per evitare lo spopolamento delle aree interne. La prossima settimana faremo una proposta sulla loro valorizzazione».
L’altra proposta della Cgil riguarda «l’avvio di una riflessione sulla dotazione infrastrutturale del territorio: le reti – dalla viabilità ai servizi – sono essenziali. Va fatto un monitoraggio», annuncia Dozzi. Il ragionamento del segretario Filctem parte dal fatto che «c’è stata una nevicata eccezionale ma l’impatto è stato aggravato dal progressivo disimpegno dell’Enel e un depauperamento del suo presidio dal territorio». I sindacati hanno inviato una lettera ai vertici dell’Enel rivendicando un adeguamento dell’organico. Basti pensare che rispetto a quando è iniziata la liberalizzazione, nel Duemila, adesso il personale è un quarto di quello di allora.
A spiegare qual è la situazione teramana è Giovanni Di Filippo, coordinatore regionale Filctem per gli elettrici: «L’ultima pesante ristrutturazione c’è stata a fine 2014. Nell’Enel distribuzione sono state accorpate le zone: se ne è creata una Teramo-L’Aquila con sede nel capoluogo di regione». E qui sta il primo problema perchè, sebbene il personale in servizio sia rimasto nella sede di competenza, le assunzioni derivanti dai prepensionamenti vengono gestite all’Aquila. «E poi sono state ridotte le squadre che presidiano il territorio. Sono rimaste quelle di Giulianova, Atri e Isola ma quelle di Teramo sono state ridotte da due a una». Insomma, tagli drastici al personale facilitati anche dalle nuove tecnologie. Ma se c’è una situazione critica i nodi vengono al pettine.
E le ripercussioni ci sono su cittadini e imprese. «Tutto il sistema industriale teramano ha subito 3-4 settimane di fermo produttivo, con rallentamenti nelle consegne. Qualche azienda sta cercando di recuperare con straordinari e 17 turni». (a.f.)
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