La Cisal accusa: «Nel turismo lavoratori stagionali sfruttati»

17 Agosto 2019

TERAMO. Il sindacato Cisal Terziario si scaglia contro il settore turistico teramano. «Lo sfruttamento dei lavoratori stagionali è una piaga, non si può predicare di voler innalzare l’offerta...

TERAMO. Il sindacato Cisal Terziario si scaglia contro il settore turistico teramano. «Lo sfruttamento dei lavoratori stagionali è una piaga, non si può predicare di voler innalzare l’offerta turistica, senza migliorare le condizioni occupazionali». Così si legge nella nota della Cisal provinciale, che innanzitutto segnala come «troppo spesso i lavoratori stagionali siano assunti con basse retribuzioni e basse tutele, mentre l’aggiramento della disciplina sul reddito di cittadinanza rischia di spingere il lavoro sommerso», per poi entrare nel dettaglio: «Molte sono state le vertenze attivate per contenziosi in rapporti di lavoro stagionale nel settore turistico, la maggior parte di queste per recupero crediti dovuti a mancati pagamenti, mancato riconoscimento del lavoro straordinario o del corretto inquadramento rispetto alla mansione svolta. In realtà, una volta preso servizio dentro un bar, un ristorante o un albergo, lo stagionale si ritrova a lavorare in certi casi anche il doppio delle ore effettivamente stabilite a livello contrattuale. Molti sono anche i casi di denuncia sulle condizioni di lavoro e il mancato rispetto del riposo settimanale: si lavora anche per dieci, undici ore consecutive, per più settimane, quando la legge impone invece un giorno di riposo ogni sette, con undici ore di stop tra un turno e l’altro. Non sono poi mancati i casi di licenziamento ingiustificato, anche comunicato verbalmente. A tutto questo sommiamo l’abolizione dell’indennità di disoccupazione per gli stagionali, sostituita con la Naspi, penalizzante sia sul piano economico sia su quello previdenziale».
Quindi la sfida lanciata dal sindacato: «Il turismo in provincia di Teramo rappresenta un settore economico di importanza strategica, un sistema che non può basare la propria competitività sull’abbattimento dei costi e il mancato rispetto delle norme e dei contratti di lavoro. È necessario, al contrario, investire per qualificare il lavoro e migliorare la qualità del servizio e del prodotto offerto. Da diversi anni la Cisal Terziario sollecita la necessità di condividere un protocollo territoriale con i rappresentanti delle imprese e le istituzioni locali, con l’intento di valorizzare chi investe sulla qualità del lavoro, perché chi opera fuori dalle regole danneggia prima di tutto chi le regole le rispetta. Non si può più nascondere la testa sotto la sabbia, tutti ci dobbiamo impegnare perché questo fenomeno sia arginato attraverso un patto serio, concreto e responsabile tra istituzioni, parti sociali e categorie economiche, proponendo, quindi, contratti e condizioni di lavoro dignitoso ai dipendenti stagionali».
Luca Tomassoni
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