La città dice addio all’assessore Frattari

È morto a 67 anni a Pavia dove era ricoverato per una grave malattia. Oggi il rientro della salma, camera ardente in Comune
ROSETO. Onestà, rispetto, senso delle istituzioni. Sono queste le tre parole che meglio rappresentano Antonio Frattari, per tutti “Tonino”, 67 anni, morto nella notte tra martedì e mercoledì al policlinico “San Matteo” di Pavia, dov’era ricoverato a causa di una grave malattia. Stimato commercialista, era assessore al bilancio, finanze, programmazione economica, patrimonio, polizia amministrativa e commercio al Comune di Roseto. Lascia la moglie Vittoria e i suoi due figli Aurelio e Camillo.
La salma rientrerà a Roseto oggi intorno alle 17 e sarà accolta davanti al palazzo municipale dalla giunta, dal consiglio comunale e da tutta la cittadinanza. La camera ardente sarà allestita nella sala consiliare al terzo piano della residenza comunale che rimarrà aperta fino alle 20 di domani per consentire l’omaggio dei cittadini. . Dopo le 20 il feretro sarà trasferito nella chiesa di santa Teresa di Calcutta a Voltarrosto, dove si svolgerà un momento di preghiera e il funerale sarà celebrato sabato 11 nella stessa chiesa.
Frattari ha svolto le sue funzioni di assessore fino al 10 maggio, il giorno del suo ultimo consiglio comunale, dopo di che è stato prima ricoverato a Teramo, per poi essere trasferito a Pavia per un intervento urgente a cui era stato sottoposto nei giorni scorsi. Attento, preciso, mai una parola fuori posto: era stato il più votato alle ultime elezioni di giugno 2016 nelle file del Pd dopo Teresa Ginoble. La sua storia politica viene da lontano, quando iniziò nelle file del partito socialista nel 1974. Nel 1980 venne eletto per la prima volta come consigliere con il sindaco Giovanni Ragnoli per due anni, per poi proseguire sempre come consigliere con i sindaci successivi Pasquale Calvarese e Claudio Angelozzi. E’ stato anche, per un breve periodo (circa 6 mesi) assessore al personale con il sindaco Ezio Vannucci nel 1992. Nel 1993 la rivoluzione nel partito socialista in seguito alle vicende nazionali di tangentopoli, portò Frattari a conflure nella lista “Sinistra e progressisti” e fu rieletto consigliere con il sindaco Nicola Crisci. Una malattia lo tenne lontano dalla politica dal 1998 al 2001, per poi tornare a essere di nuovo consigliere nel 2006, durante il secondo mandato del sindaco Franco Di Bonaventura. Chi lo conosceva bene, soprattutto i suoi amici Giovanni Proti, Dino Di Giuseppe, Gianfranco Marini, Ezio Vannucci, lo ricorda come una persona disponibile, mite, un amico con cui scherzare, un uomo ironico. Con suo fratello Enzo, poi, ha portato avanti lo studio vicino il palazzo comunale, svolgendo il suo lavoro di commercialista fino a poco tempo fa. Nicola Crisci e Franco Di Bonaventura, due dei sindaci con i quali Antonio Frattari è stato consigliere, lo ricordano come «una persona eccezionale,un amministratore rigoroso, che anteponeva le norme e i procedimenti corretti a tutto, senza scendere mai a compromessi».
Luca Venanzi
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