La dialisi si potrà fare a casa La Asl appalta il nuovo servizio

Grazie al progetto del primario Del Rosso l’azienda per prima in Abruzzo farà le terapie a domicilio Chi vincerà la gara fornirà macchinari portatili e personale che lavorerà sotto il controllo del reparto
TERAMO. Si concretizza un altro progetto per la terapia domiciliare dei dializzati. Il dinamico direttore del reparto di nefrologia e dialisi, Goffredo Del Rosso, che peraltro fra una settimana andrà in pensione, ha infatti elaborato e avviato un progetto di dialisi domiciliare.
E così il direttore generale Roberto Fagnano l’altroieri ha avviato con una delibera la procedura telematica per l’affidamento del “Servizio di gestione emodialitica domiciliare”. In sostanza si tratta di un servizio in cui un’impresa specializzata per quattro anni fornirà i reni artificiali portatili – compreso un depuratore per l’acqua – e un infermiere che, sotto la stretta sorveglianza degli specialisti del reparto, sottoporrà a casa a dialisi tre giorni a settimana i pazienti. «È una novità assoluta che vedrà la Asl di Teramo prima in Abruzzo, e tra le prime del centro Italia, a dotarsi di un servizio innovativo che va nella direzione della deospedalizzazione dei pazienti che necessitano di terapia dialitica, migliorando decisamente la loro vita e quella dei loro familiari, raggiungendo peraltro standard di qualità e di sicurezza elevatissimi», si legge in una nota della direzione generale, «infatti, i pazienti che saranno dichiarati idonei a fruire di questo servizio, verranno dotati non solo di tutte le attrezzature necessarie alla dialisi, ma saranno assistiti – durante la stessa – da personale infermieristico specializzato che preparerà l’apparecchiatura e gestirà completamente il trattamento, monitorando tutti i parametri clinici del paziente, ma anche curando la relazione umana che si instaura tra assistito e infermiere».
La dialisi peritoneale domiciliare videoassistita attivata a marzo e questo nuovo servizio rendono il reparto teramano primo in Abruzzo a rispondere alle direttive dell’ultimo piano nazionale di gestione delle cronicità, che dispone appunto dove possibile il trattamento a domicilio del paziente. Questo consentirà anche un grande risparmio economico. Infatti, se il costo annuo per paziente dializzato in ospedale si stima intorno a 50mila euro (considerato anche il costo per il trasporto dei pazienti, oltre che del trattamento in sé), quello domiciliare non supera i 35-40mila euro all’anno.
Non tutti i pazienti potranno sottoporsi a terapia dialitica a casa: si stima siano un 5% di quelli in trattamento al Mazzini, quindi 4-5. Infatti i pazienti in trattamento emodialitico a fino 2018 erano 172 (68 a Teramo, 46 a Giulianova, 28 ad Atri, 30 a Martinsicuro), mentre quelli in dialisi domiciliare peritoneale era 61. In particolare sono 20 a Giulianova, 7 ad Atri, 31 a Teramo, più 3 pazienti in emodialisi domiciliare. Infatti già attualmente c’è un piccolo macchinario portatile usato per le dialisi a casa, che però vanno fatte ogni giorno.
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