La difesa del padre: «Incapace di reagire»

4 Settembre 2020

L’avvocato Angelozzi punta sulla personalità dell’uomo: «Debole, non è grado di agire da solo»

TERAMO. «Giuseppe ha una personalità debole che non ha forza di reazione, un soggetto che non è in grado di porre azioni di nessun genere da solo così come tra l’altro stabilito dalla perizia psichiatrica disposta dalla corte»: è questo l’assunto di base sostenuto dall’avvocato Alessandro Angelozzi, difensore di Giuseppe. Ieri pomeriggio al termine della sua arringa Angelozzi ha chiesto per l’uomo l’assoluzione dall’accusa di omicidio e la derubricazione dell’accusa di soppressione di cadavere in occultamento di cadavere. Giuseppe, nel corso di un interrogatorio in carcere con il pm, qualche mese dopo l’arresto, aveva detto che a soffocare la ex moglie era stato il figlio al termine di una violenta lite scoppiata in casa per motivi economici e che lui non aveva parlato prima per timore delle reazioni del figlio, descritto come un violento che in passato aveva già tentato di avvelenare la mamma con del veleno per topi messo nella minestra.
Prima di Angelozzi è stata la volta degli avvocati di parte civile: Anna Maria Augello per Maria Chiara Santoleri, la sorella di Giuseppe, per cui il legale ha chiesto un risarcimento di 500mila euro e Federica Guarrella per l’associazione “Penelope” che si occupa di persone scomparse.
Oggi davanti alla Corte d’assise presieduta da Flavio Conciatori (a latere Lorenzo Pudenzano) la parola agli avvocati Gianluca Reitano e Gianluca Carradori difensori di Simone. Nel pomeriggio è attesa la camera di consiglio e la sentenza.(d.p.)
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