La festa dei neolaureati: pronti alla sfida

18 Luglio 2014

Cerimonia delle pergamene con Giulio Borrelli: «Oggi fare il giornalista è un mestiere come gli altri, spesso più malfamato»

TERAMO. Una festa, più che una cerimonia, quella che si è tenuta ieri pomeriggio nella sala conferenze della facoltà di Scienze della comunicazione, per il conferimento delle lauree a 23 nuovi dottori. «Da quando siamo nati come facoltà nel 2002 abbiamo sempre prestato attenzione alle comunicazioni di massa», ha detto il preside Stefano Traini durante il suo intervento d’apertura, «e la cerimonia di oggi, che si chiama appunto “In onda”, avrà un ospite d’eccezione», facendo riferimento al giornalista di origini abruzzesi Giulio Borrelli, a cui è stato consegnato come omaggio una ceramica di Castelli con sopra riportato il motto “A lo parlare agi mesura”. Sono stati due laureandi, Fabio Foglia e Laura Forlani, ad intervistare l’ex conduttore dell'edizione delle 20 del Tg1, chiedendogli cosa l’avesse spinto ad avvicinarsi alla carriera giornalistica e più tardi ad occuparsi di politica. «Ho avuto il privilegio di lavorare nel più grande telegiornale italiano quando faceva il 35% di share», ha raccontato Borrelli, «oggi fare il giornalista, giustamente, è un mestiere come gli altri, e spesso più malfamato di altri. Auguri».

Durante l’evento è stato proiettato un video fatto dagli studenti, che hanno raccontato le difficoltà incontrate durante i tre anni di università ma anche i loro sogni e le speranze per il dopo-laurea. Come da tradizione, subito dopo ha preso la parola uno dei 23 ragazzi protagonisti della cerimonia di consegna: «Se pensate che raggiungere la laurea sia il massimo titolo a cui può ambire uno studente come giusto compenso di un percorso arduo e stressante vi sbagliate di grosso», ha detto il neodottore Ares Ferrigni, «neanche troppo nascosto tra le insidie c'è un percorso di vita e di crescita meraviglioso, che come ogni esperienza di alto livello che si rispetti è impossibile descrivere in maniera eloquente a parole. Ma noi siamo studenti di comunicazione, e possono confermarvelo anche gli altri ragazzi laureandi, siamo pronti a qualsiasi sfida impossibile in questo campo».

La cerimonia è stata ufficialmente aperta dell’ensemble vocale “...D’altro canto” che ha eseguito il “Gaudeamus Igitur”, considerato l'inno universitario internazionale, seguito poi dalla versione integrale dell’Inno di Mameli e poco prima della consegna da un’interpretazione della canzone “Domani”. Il gruppo di solisti che si è esibito era formato da studenti dell’Istituto musicale “Braga” e alcuni concorrenti di “Uniti Unite”, il primo talent show universitario incentrato sulla musica. Anche il rettore Luciano D’Amico, prima della proclamazione, ha fatto i suoi migliori auguri ai ragazzi da parte dell’ateneo: «Non è un momento di saluto, ma di conferma di quei vincoli e legami che ci hanno permesso di porci come comunità. E tra questi uno in particolare va ricordato, quel meta valore che è anche l’insegnamento principale dell’ateneo, ovvero riuscire sempre a superare le difficoltà che incontriamo e ad operare con il massimo nell’impegno e della professionalità». A conclusione, c’è stata la solenne consegna dei diplomi, quando i neolaureati sono stati chiamati uno ad uno a ritirare la laurea tra le acclamazioni di gioia degli altri e gli applausi e gli scatti fotografici degli amici e i parenti tra il pubblico della sala gremita.

Chiara Di Giovannantonio

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