La lista civica a Brucchi: niente crisi, ma si cambia

Di Dalmazio e i suoi elencano al sindaco quattro criticità da risolvere Intanto il gruppo degli scontenti potrebbe allargarsi fino a sei consiglieri
TERAMO. Almeno in apparenza è tornato il sereno tra il sindaco Maurizio Brucchi e il gruppo dei consiglieri civici che fa riferimento a Mauro Di Dalmazio dopo le stoccate che questi ultimi avevano rivolto al primo cittadino chiedendo con urgenza un confronto. Le accuse di fughe in avanti, comportamenti inadeguati e poco coinvolgimento dei consiglieri e la richiesta di maggiore lungimiranza sui temi urbanistici e della cultura hanno avuto modo di essere chiarite nell’incontro che Brucchi ha avuto ieri con i consiglieri e con lo stesso Di Dalmazio. E proprio lui in apertura del confronto ha ribadito che non saranno i “civici” a dare una pugnalata alle spalle al primo cittadino, che si è dichiarato soddisfatto della volontà di proseguire un cammino comune sul programma pur ribadendo il proprio imbarazzo per la forma scelta dai consiglieri di attaccarlo pubblicamente.
Quattro sono stati i temi al centro di un documento rimesso dal capogruppo Angelo Puglia al sindaco, ma il principale è stato quello sul recupero di un rapporto con la comunità cittadina evidentemente scollato. «Si avverte, a torto o a ragione, una mancanza di collegamento, tra l’amministrazione e i cittadini», sostengono i consiglieri, «per questo va stimolato il dibattito sui grandi progetti che coinvolga, pur nella diversità di opinioni, tutti gli interlocutori del mondo associativo e professionale». L’accento è stato poi posto sulla pressione fiscale: «Il gioco al massacro del governo centrale, con l’irrazionale riduzione dei trasferimenti, non può ripercuotersi sulle famiglie e sulle attività. Si è allo stremo e l’aumento ulteriore genera introiti solo figurativi giacchè non si riesce a pagare. Oltre a lavorare sul fronte della riduzione della spesa, si dovranno trovare insieme soluzioni per evitare ulteriori aumenti e provare a ridurre il carico». Gli altri due punti affrontati sono stati l’efficientamento della macchina amministrativa e dei servizi e la necessità di una comunicazione istituzionale. Quest’ultima, secondo il gruppo civico, non va rimessa alle sortite dei singoli («evitare fughe in avanti su questioni non discusse è basilare») e quindi resa frammentaria, ma va organizzata. «Su queste questioni generali», ha detto Puglia, «abbiamo fatto delle proposte sulle quali il sindaco dovrà fare le sue valutazioni. Ribadiamo tuttavia che Brucchi è, e rimane il naturale interlocutore».
Ma gli spiragli di luce per il sindaco potrebbero essere appannati da nuove nubi politiche all’orizzonte, visto che i consiglieri del gruppo misto potrebbero presentargli il conto dopo i malumori. Un gruppetto di scontenti sembra pronto a costituirsi in un unico fronte di maggioranza “critica” che nascerà in aperta opposizione alle fila politiche tirate dai tre big, ovvero Tancredi, Gatti e Di Dalmazio. Di questa fronda, che elegantemente si costituirà in un “laboratorio politico”, dovrebbero far parte, oltre agli scontati Raimondo Micheli e Domenico Sbraccia, anche Domenico Narcisi, Vincenzo Falasca, e probabilmente Silvio Antonini. Incerta in questa fase la posizione di Dodo Di Sabatino, che sebbene sia tra gli scontenti, appare indeciso tra l’alleanza con Tancredi e la nuova fronda che lo costringerebbe tuttavia a una coabitazione difficile con Domenico Sbraccia dopo i contrasti emersi all’esito del voto.
Marianna De Troia
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