La Madonna in processione segno di speranza per la città

23 Aprile 2021

Tanti fedeli salutano il passaggio nei quartieri della statua portata su un mezzo scoperto Don Enzo: «È stato commovente, era la prima volta che la patrona sfilava in periferia»

GIULIANOVA. Passerà sicuramente alla storia, negli annali della festa della Madonna dello Splendore, la giornata di ieri, in cui – con la città in zona rossa – la sentitissima ricorrenza della compatrona è stata celebrata nella massima espressione possibile, vista la situazione sanitaria in corso: il simulacro della Vergine è stato portato in tutta la città su un mezzo scoperto, scortato da due carabinieri motociclisti.
Don Enzo Manes, parroco del duomo di San Flaviano e della parte alta della città, sottolinea: «Assieme a tutti i fedeli ringrazio la Madonna dello Splendore che, in un momento particolare come quello che stiamo attraversando, ci ha fornito l’opportunità di portare in ogni angolo di Giulianova il suo simulacro processionale. In particolare mi ha toccato l’entusiasmo, la semplicità e la devozione della periferia, dove la Madonna non era mai stata. Devo essere sincero, a Case di Trento mi sono profondamente commosso e ho dovuto fermarmi nella preghiera per un nodo che mi è salito alla gola per l’emozione. Da quando sono parroco a Giulianova non mi era mai capitata una situazione così forte. Naturalmente in tutti i punti del territorio che abbiamo toccato c’è stata una vera, sincera e spontanea partecipazione. Per i cittadini incontrare la Madonna lungo i percorsi della vita quotidiana e del lavoro giornaliero è stato non solo un momento di riflessione, ma anche di speranza per tornare alla normalità. Un’esperienza sicuramente irripetibile».
L’unica variazione al programma è stata l’impossibilità per il piccolo corteo di fermarsi per qualche minuto nei pressi delle chiese dell’Annunziata, del Lido e di Colleranesco. La circostanza è da ricollegare alle stringenti regole dettate dalle autorità di pubblica sicurezza che hanno categoricamente escluso tale possibilità. Ma i parroci hanno ugualmente salutato il passaggio sia con la presenza fisica in strada e sia facendo suonare a festa e a lungo le loro campane. La “processione” ha preso il via attorno alle 9 e si è conclusa con il ritorno al duomo di San Flaviano poco prima delle 12. Al rientro un lungo applauso dei fedeli ha accolto la statua della Madonna che ha così riguadagnato il suo posto all’ombra della cupola. Poi, per la prima volta al chiuso, il vescovo di Teramo-Atri, Lorenzo Leuzzi, ha concelebrato la tradizionale messa con don Enzo Manes, don Luca Torresi, don Ennio Di Bonaventura e frà Matteo Siro. L’ingresso al duomo dei fedeli è stato coordinato dall’Unitalsi. Prossimo appuntamento religioso fissato per il 1° maggio quando la statua della Madonna tornerà al santuario.
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