La maestra si difende: mai botte ai bimbi

L’avvocato impugna la sospensione: «Interventi energici ma non violenti, in aula con lei c’erano sempre altre due colleghe»
CAMPLI. Respinge ogni accusa di violenza ai bambini e impugna la sospensione di sei mesi davanti al giudice del Riesame. La 61enne maestra di Campli accusata di maltrattamenti in una scuola dell’infanzia fa sentire la sua voce attraverso l’avvocato Eugenio Galassi, il legale teramano che l’assiste. L’insegnante si difende energicamente dalle accuse, così come fatto nel lungo interrogatorio che c’è stato davanti al gip Roberto Veneziano prima dell’applicazione dell’ordinanza di sospensione. E dice: «Mai botte ai bambini».
L’avvocato Galassi, in quella che si annuncia la linea difensiva, punta su un aspetto della vicenda. «C’è un dato oggettivo da cui non si può prescindere», dice, «nelle riprese registrate dalle telecamere sistemate nella scuola si vede chiaramente come la mia assistita in classe non sia mai sola. Ci sono sempre altre due colleghe, tra cui una insegnante di sostegno. Entrambe nella loro veste di pubblico ufficiale, qualora avessero notato atteggiamenti violenti, erano tenute a denunciare. Se questo non è stato fatto due sono le risposte: o sono correi o non hanno ravvisato nessuna violenza in quella che era l’attività didattica della mia assistita che ha una esperienza ultra quarantennale nel campo dell’insegnamento». L’indagine della polizia postale è scattata dopo le denunce di alcuni genitori che hanno segnalato la presenza di lividi e soprattutto un cambiamento d’umore dei piccoli. «Voglio dire», aggiunge il legale, «che le intercettazioni ambientali sono durate per ben tre mesi e in tutto questo periodo ci sono complessivamente una decina di minuti in cui la mia assistita mette in atto un intervento energico. Ripeto intervento energico e mal maltrattamenti, mai schiaffi, mai trascinamenti». Nella ricostruzione della vicenda si era diffusa la voce che in passato l’insegnante fosse stata trasferita da una scuola all’altra in seguito a precedenti segnalazioni che aveva fatto scattare un provvedimento disciplinare. «Anche su questo vanno fatto delle sostanziali precisazioni», aggiunge il legale, « nei confronti della mia assistita in precedenza non c’è mai stato nessun provvedimento disciplinare di trasferimento da una scuola all’altra. Gli investigatori hanno sentito la dirigente scolastica che ha raccontato di essere stata lei a chiamare l’insegnante nella nuova scuola. Così come va smentita la voce relativa ad un bambino lasciato sullo scuolabus. Questo episodio che si è verificato nei mesi scorsi è stato addebitato ad un assistente che ha ricevuto un provvedimento sanzionatorio». Il caso, almeno per quanto riguarda l’ordinanza di sospensione, ora si sposta davanti ai giudici aquilani del Riesame mentre a Teramo le indagini continuano.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

