La mareggiata cancella la spiaggia L’acqua arriva alla pista ciclabile

Pineto, la zona nord flagellata dall’ondata di maltempo, lambito anche il campo di calcio Druda Protesta l’opposizione: «Finora soltanto ripascimenti inutili». In allarme anche i balneatori
SILVI. Le mareggiate cancellano la spiaggia nord di Pineto. Le recente ondata di maltempo ha fatto riemergere il preoccupante fenomeno dell’erosione che colpisce inesorabilmente stabilimenti balneari ma anche nei casi peggiori garage ed abitazioni private.
Lunedì scorso le onde hanno lambito i confini del nuovo campo di calcio Druda a Villa Ardente e la pista ciclabile nei pressi di via Piemonte. La forza del mare è arrivata a battere anche sull’estrema sponda di cemento recentemente costruita (proprio per contrastare la forza dell’acqua) al confine con la pineta Catucci. Sul tema, molto sentito dalla cittadinanza e dai titolari delle attività balneari, giorni fa il Comune è tornato con la notizia della pubblicazione di un bando per l’individuazione di un tecnico a cui affidare l’incarico di realizzare il progetto esecutivo per gli interventi di difesa della costa nord.
Nel frattempo si scatenano le critiche dei comitati di quartiere e dell’opposizione. In una nota i consiglieri di minoranza Luca Di Pietrantonio e Gianni Assogna evidenziano: «Dopo 20 anni di governo monocolore Pd, siamo ancora alla fase degli studi e degli affidamenti di incarichi, segno evidente di come l’amministrazione comunale continui a prendere in giro residenti, turisti ed operatori economici che chiedono a gran voce interventi seri e risolutivi in difesa del nostro litorale. La realtà è che il Comune di Pineto», proseguono i consiglieri, «continua a sperperare denaro pubblico per progetti ed altre iniziative che, ad oggi, non hanno prodotto alcun risultato, mentre il fenomeno erosivo continua inesorabilmente ad avanzare, tanto che nelle ultime giornate di maltempo, il mare è arrivato di nuovo a lambire le case nella zona di Villa Ardente. Senza parlare dei ripascimenti morbidi che, negli anni, sono costati alla collettività milioni di euro e che sono stati sistematicamente e prevedibilmente vanificati sin dalle prime mareggiate».
Il movimento politico culturale “Pineto 2.0” guidato da Mimmo Ruggiero in una nota affonda: «È inammissibile che dopo tanti anni non siano riusciti ancora ad elaborare un progetto e ad avere una visione chiara del fenomeno dell’erosione costiera e soprattutto del da farsi. Non si è stati capaci di avere una visione dei danni che il perdurare di questa situazione avrebbe provocato sia al turismo sia agli investimenti di chi, in quella zona, ha comprato immobili o ha investito in attività turistiche. Purtroppo nella zona il valore commerciale, stante le persistenti situazioni, è in forte decrescita». La nota fa rilevare che «interi tratti della costa sono ormai spariti, il mare lambisce il muro che protegge la pineta, le case adiacenti e ormai occupa l’intera area degli stabilimenti balneari. Il Comune di Pineto è l’unico che, a tutt’oggi, non ha individuato alcun sistema a protezione del fenomeno erosivo in atto». A margine, un balneatore si allarma facendo notare: «Siamo alla frutta se non si interviene subito il turismo a Pineto crollerà». In piena stagione estiva anche il comitato via Liguria aveva promosso un incontro in Comune proprio per definire le varie opere di intervento per mitigare l’erosione. Il primo cittadino Robert Verrocchio aveva ben fatto comprendere che le risorse regionali a disposizione del Comune erano circa 950mila euro, e che non erano sufficienti neppure per gli interventi limitati al tratto della zona Catucci.
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