La missione di Verna: fare subito il piano della mobilità sostenibile

Il dissidente del Pd torna assessore dopo 16 anni ed è già al lavoro sul tema caldo del traffico «Daremo priorità a pedoni e biciclette, ma i provvedimenti andranno condivisi con i cittadini»
TERAMO. C’è il piano della mobilità sostenibile in cima alle priorità di Maurizio Verna. Il nuovo ma esperto assessore ha affrontato questo tema nel suo primo giorno alla guida dell’assessorato al traffico in Comune. Nell’incontro con dirigente e tecnici del settore ha impostato i passaggi che porteranno al varo del provvedimento. «Va fatto a breve, anzi andava fatto qualche tempo fa», premette, «stiamo cercando la strada per definirlo e progettarlo». La sostanza è importante ma in questo caso più che in altri conta anche il metodo. «Il traffico non è una scienza esatta, va verificato sul campo», osserva l’assessore, «per questo serve condivisione con i cittadini».
Il piano nascerà anche e soprattutto dall’applicazione del criterio partecipativo di cui l’amministrazione ha fatto un suo punto di riferimento. A orientare il confronto sarà comunque una gerarchia ben definita. «Al primo posto ci saranno i pedoni», la elenca Verna, «poi biciclette, mezzi pubblici ed elettrici e all’ultimo gradino della scala collocheremo le auto». Sostenibilità e modernità caratterizzeranno il piano, a cui si legheranno altre due questioni tutt’ora aperte: la gestione dei parcheggi a pagamento in centro e la riorganizzazione di piazza Dante, per la quale è stata prospettata la riduzione del numero degli stalli per lasciare spazio all’area pedonale com’era negli obiettivi connessi alla realizzazione dell’impianto sotterraneo.
L’approccio alle problematiche della mobilità urbana per Verna è uno degli effetti dell’esperienza maturata nei quindici anni passati all’opposizione dopo l’esordio da giovane assessore all'urbanistica nel secondo mandato del sindaco Angelo Sperandio (1999-2004). «Questo lungo periodo mi ha permesso di accrescere il mio bagaglio politico e culturale», spiega Verna, «di conoscere la macchina amministrativa e avere maggiore conoscenza delle problematiche sul campo». La condivisione, però, non va ricercata sempre. «Sull’ospedale unico, ad esempio, bisogna andare dritti e mirati», osserva, «perché significa avere una sanità migliore e questo non può essere in discussione».
Nessuna esitazione anche sulla retrocessione ad agricole delle aree diventate edificabili per evitare il pagamento dell’Imu ai proprietari non interessati a costruire. «È una posizione netta e precisa di cui sono convinto», ribadisce Verna che più volte, anche negli ultimi mesi, ha ricordato all’amministrazione la necessità portare a termine la procedura avviata da anni. Altra priorità è l’abbattimento delle barriere architettoniche. «Per la prima volta sono stati messi fondi in bilancio», rileva Verna, «il percorso è stato avviato per le scuole, ma va esteso a tutta la città».
Per la prima volta in giunta entra un componente del gruppo misto, un apolide della politica. «Non era mai successo prima, ma mi sento un uomo del Pd», chiarisce l’assessore, «sono sempre stato dalla stessa parte e la mia fedeltà è dimostrata più di quanto potrebbero fare tanti dirigenti». L’uscita dal gruppo Dem dopo le elezioni è stata dettata da fattori contingenti. «Non per colpa mia e i fatti mi hanno dato ragione», conclude Verna riferendosi alla sua nomina in giunta, «quello che è appena accaduto doveva succedere diciotto mesi fa».
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