La moglie lo accusa di stupro, assolto

11 Marzo 2016

Il fatto non sussiste per un uomo di Bellante rimasto tre mesi in carcere, revocato il divieto di avvicinarsi alla donna

TERAMO. Come in ogni vicenda giudiziaria saranno le motivazioni di una sentenza a spiegare. Per ora c’è un’assoluzione perchè il fatto non sussiste: secondo i giudici di primo grado non c’è stata nessuna violenza sessuale e nessun maltrattamento. L’uomo che per tre mesi è stato in carcere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare e poi ai domiciliari con l’accusa di aver violentato la moglie che lo voleva lasciare è stato assolto con la formula più ampia.

Così ha deciso ieri il tribunale di Teramo in composizione collegiale (presidente Flavio Conciatori, a latere Lorenzo Prudenzano e Enrico Pompei): il pm d’udienza Andrea De Feis nella sua requisitoria aveva chiesto una condanna a tre anni ed otto mesi per i due episodi di violenza sessuale contestati.

L’uomo, un 40enne albanese da tempo residente a Bellante e assistito dall’avvocato Antonino Orsatti, ha sempre respinto ogni accusa sia nell’interrogatorio di garanzia fatto dopo l’arresto sia ieri davanti ai giudici del tribunale. Nel corso dell’istruttoria dibattimentale sono stati sentiti numerosi testi, citati dalla pubblica accusa e della difesa, che hanno cercato di ricostruire la vicenda e di far chiarezza sulla dinamica dei fatti. Ma, evidentemente, nessuna prova si è formata.

Nella vicenda, nei mesi scorsi, è intervenuto anche il tribunale dei minori che, sulla base del procedimento aperto dalla procura, ha emesso un provvedimento per cui l’uomo non può vedere la figlia minore che vive con la moglie. Provvedimento contro cui l’avvocato Orsatti ha fatto ricorso. Va detto che ieri, dopo l’assoluzione, i giudici hanno revocato il divieto di avvicinarsi alla donna che l’uomo aveva avuto dopo la revoca degli arresti domiciliari disposta dallo stesso tribunale in coincidenza dell’avvio del processo.

I fatti contestati risalgono all’anno scorso. A denunciarlo ai carabinieri era stata la moglie che aveva raccontato come in seguito alla sua volontà di lasciare il marito quest'ultimo avesse iniziato ad avere comportamenti aggressivi nei suoi confronti arrivando in due occasioni, a distanza di un mese l'una dall'altra, a violentarla nell’abitazione in cui lei viveva con la figlioletta. Dopo la denuncia sono scattate le indagini dei carabinieri e un primo rapporto sul tavolo del pm Greta Aloisi che nell’agosto dell’anno scorso ottenne la misura della custodia cautelare. Dopo qualche mese l’uomo venne scarcerato con un provvedimento del tribunale del Riesame a cui aveva fatto ricorso il legale e gli vennero concessi gli arresti domiciliari a cui è stato sottoposto fino a gennaio.

Ieri gli è stata revocata anche la misura del divieto di avvicinarsi alla moglie.(d.p.)

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