La morte di Flavia: nel processo i genitori saranno parte civile

L’automobilista investitore oltre che di omicidio stradale è imputato anche di lesioni gravi per i due ragazzi feriti
ROSETO. I tempi veloci di un rito immediato a scandire gli sviluppi giudiziari della tragedia di Flavia Di Bonaventura, la 22enne di Roseto investita e uccisa da un automobilista ubriaco mentre era in bici sulla statale 16 con due amici. I genitori della ragazza (rappresentati dall’avvocato Claudio Iaconi) saranno parte civile nel processo con il rito immediato che inizierà a luglio.
Unico imputato Davide De Felicibus, il 34enne cameriere di Atri con un passato da volontario in una cooperativa sociale di Roma che quella notte di agosto 2022 era alla guida della vettura che travolse i ragazzi e che successivamente finì agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio stradale. Accusa a cui si aggiunge la contestazione di lesioni gravi per i ragazzi feriti. L’uomo al momento dell’incidente risultò con un tasso alcolemico superiore a 1,5. De Felicibus (difeso dall’avvocato Ida Nardi) venne arrestato in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa sulla base del pericolo di reiterazione del reato e di un precedente legato a un altro episodio di guida in stato di ebbrezza risalente al 2010. Va detto che nelle indagini portate avanti per la ricostruzione, gli investigatori si sono avvalsi anche delle immagini catturate da alcune telecamere di videosorveglianza della zona che però non hanno ripreso l’esatto momento dell’investimento. Il rito immediato è stato chiesto dal pm Davide Rosati e accolto dal giudice Roberto Veneziano. La Panda condotta dal 34enne la notte del 22 agosto piombò sulle biciclette con cui i tre ragazzi stavano tornando a Roseto, dopo una serata con amici a Scerne di Pineto, sulla statale 16. Flavia era con gli amici rosetani C.D.G., anche lei 22enne, e S.H., studente 21enne, quando vennero travolti. L’altra ragazza rimase lievemente ferita, mentre il 21enne restò per molte settimane in coma nel reparto di rianimazione. Dopo l’incidente l’automobilista si fermò e chiamò i soccorsi. La vita di Flavia, le cui condizioni apparvero da subito molto gravi, si è fermata per sempre dopo qualche giorno in ospedale ma i suoi organi hanno salvato altre vite visto che la ragazza aveva dato il suo assenso alla donazione e che i familiari, pur nel grande dolore di quei giorni, si erano resi subito disponibili a rispettare le sue volontà.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

