La Notte dei ricercatori torna dopo più di 10 anni: pienone in centro storico

Il rettore Mastrocola: «Dovrà diventare un appuntamento fisso, va esaltato il ruolo dei poli di eccellenza che la città può vantare»
TERAMO. Il rettore dell’Università di Teramo Dino Mastrocola fa il bilancio della Notte europea dei ricercatori, tornata in città dopo oltre dieci anni soprattutto su suo impulso. L’evento venerdì sera ha riempito vie e piazze del centro storico. «È stato un successo enorme», dice Mastrocola, «alle undici c'erano ancora bambini negli stand. C'era la voglia della città di reimpossessarsi della scienza e da parte nostra c'è stato lo sforzo non indifferente di trovare i linguaggi per portare la scienza tra la gente. Insieme con tutti gli enti di ricerca della città e grazie a un intervento importante del Comune abbiamo riportato dopo oltre dieci anni la Notte europea a Teramo, ma dev'essere un punto di partenza e non un “una tantum”. Ci impegniamo a far sì che questo evento rimanga in città e sia un appuntamento fisso dell'ultimo venerdì di settembre. Al riguardo ci prepariamo a presentare un progetto strutturato di tutti i partner e io voglio proporre la presenza attiva anche della scuola superiore».
L’evento, in realtà, s’inserisce in un quadro più ampio: l’obiettivo dell’alleanza istituzionale che lo promuove è «fare di Teramo la città della scienza e della ricerca», dice Mastrocola, che aggiunge: «Non è una pretesa né uno slogan, nella provincia abbiamo una delle più alte e qualificate presenze di centri di ricerca universitari e non: oltre a noi ci sono lo Zooprofilattico, l’osservatorio astronomico e il conservatorio Braga. Il dialogo tra queste realtà c'è e va meglio che in passato, il partenariato si sta rafforzando sempre di più. Noi con l'Izs abbiamo una serie di collaborazioni scientifiche molto importanti, con il Braga siamo stati i primi in Italia a far partire la doppia iscrizione e con l'Osservatorio portiamo avanti iniziative e stiamo pensando addirittura a collaborazioni didattiche. L'obiettivo è far sì sempre di più che il mondo umanistico e il mondo tecnico-scientifico vadano avanti insieme, abbattendo tutti gli steccati. Non dimentico certo la Fondazione Tercas, che è sempre vicinissima nella promozione e nel sostegno a eventi culturali e scientifici ed è diventata uno degli attori di questo percorso».
Mastrocola attribuisce un ruolo importante anche al Forum del Gran Sasso, il grande simposio internazionale portato a Teramo dal vescovo Lorenzo Leuzzi e nel quale l’ateneo svolge un importante ruolo organizzativo. Il timore è che, quando Leuzzi non sarà più vescovo, il Forum possa sparire. «Deve restare a prescindere dalle persone», conclude il rettore, «e io sono convinto che l’apporto dell'università andrà oltre il mio mandato».
Il Forum 2022 si è concluso ieri e la diocesi in una nota ne snocciola i numeri: «Oltre 1.200 persone hanno partecipato ai lavori. Sono intervenuti circa 400 relatori dall’Italia e dall’estero per animare 25 sessioni di lavoro parallele su ogni ambito disciplinare». La nota conclude: «Il vescovo ha dato appuntamento al prossimo Forum. Si terrà dal 28 al 30 settembre 2023 (anno Berardiano: ricorrerà infatti il nono centenario della morte del santo patrono di Teramo) sul tema “Conoscere per costruire”».(d.v.)
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