La nuova vita di Lusiana «Vorrei fare la mamma»

1 Luglio 2018

La maestra di Notaresco rimasta paralizzata dopo il crollo del muro di una scuola «Mi sposo nella data della disgrazia, così la ricorderò per una cosa bellissima»

NOTARESCO. «Dopo l’incidente ho cercato la serenità. Oggi sono serena e felice». C’è qualcosa di magico in una manciata di parole che arriva al cuore e all’anima, ferma il tempo, materializza una persona in tutta la sua singolarità.
Prima di essere mille altre cose questa è una storia da raccontare nel nome di Lusiana Rapone, 34 anni, dal 2010 su una sedia a rotelle. E’ la maestra rimasta paralizzata dopo il crollo del muretto esterno della scuola in cui insegnava: un volo di tre metri e la compressione del midollo spinale. Lusiana, sorriso che travolge e forza che conquista, è tornata ad insegnare e far scorrere di nuovo la vita. Non solo con i suoi alunni della scuola elementare di Notaresco. Da qualche tempo convive con il suo lui (si chiama Rodolfo Di Cristofaro) e per il 25 maggio dell’anno prossimo sono fissate le nozze. Una data non casuale visto che è quella dell’incidente: «Così la ricorderò anche per una cosa bellissima». Lusiana, nel 2007 laureata a pieni voti in scienze della formazione primaria con specialistica nel sostegno, oggi sogna di diventare mamma e preside. Perché al futuro non hai mai rinunciato. Nemmeno da una sedia a rotelle.
Quanto è stato difficile ricominciare?
«Io non amo piangermi addosso. Sicuramente è stato difficile ma nei vari centri riabilitazione in cui sono stata ho incontrato tante persone con storie veramente difficili. E ho capito che se loro hanno avuto il coraggio di ricominciare, allora anch’io potevo farcela. Certo non finirò mai di ringraziare mia madre Rita, mia sorella, i miei amici che mi hanno aiutato a ricominciare. Mia madre è un mito, è stata ed è una presenza costante e continua che mi ha sempre incoraggiata».
Poi è arrivato Rodolfo
«Rodolfo mi ha fatto dimenticare la sedia a rotelle. Ci conoscevamo da tempo visto che viviamo entrambi a Notaresco, abbiamo amici in comune e quindi ci si incontrava. Poi abbiamo iniziato a frequentarci ed ora eccoci qua pronti a mettere su famiglia. Otto anni fa non avrei mai potuto immaginare di tornare ad essere felice, di tornare ad avere una vita normale con il lavoro, gli impegni della vita quotidiana, il sogno di una famiglia, quello di diventare mamma. Invece è successo e se la mia storia può insegnare qualcosa agli altri allora dico di non arrendersi mai, di andare avanti, anche quando tutto sembra impossibile. Oggi la carrozzina non è un ostacolo per nulla. Io guido, vado al mare, vado in montagna, in piscina, mi occupo della casa. La vita che fa una qualsiasi altra donna della mia età. E immagino un futuro anche con la sedia a rotelle perché nella vita tutto può precipitare da un momento all’altro ma dopo aver toccato il fondo si può solo risalire».
Perché è tornata ad insegnare dopo l’incidente?
«Non è stato facile perché dopo l’incidente la mia vita è stata stravolta. Ma finiti gli anni della riabilitazione, finite anche le lacrime, sono tornata a vivere il presente ed inseguire un futuro. Di cui la scuola è grande protagonista. Perché io sin da piccola volevo insegnare e mi sono laureata per fare questo lavoro. Quando c’è stato l’incidente ero già al mio terzo incarico di supplenza. Ma quando è arrivata la nomina di ruolo ero intimorita, spaventata anche dalle reazioni che questa mia condizione avrebbe potuto suscitare soprattutto nei genitori. Perché quando si ha un figlio con problemi di disabilità non è facile affrontare il resto. E invece a scuola ho trovato rispetto e collaborazione da parte di tutti. Dalle colleghe ai genitori. Oggi sono l’insegnante di sostegno di una bambino della seconda elementare, sono la referente del sostegno per la scuola dell’infanzia e primaria dell’istituto comprensivo Notaresco e Morro d’ Oro. Mi occupo di tanti progetti e tengo in particolare ad uno che si chiama Auto Mutuo Aiuto che riguarda i genitori dei bambini che hanno delle disabilità e che prevede degli incontri di condivisione di una esperienza che è veramente molto difficile. Un progetto importante preparato con la preside Antonietta Battelli».
Cosa hanno detto i bambini quando è entrata per la prima volta in aula?
«Per me la sedia a rotelle non è un ostacolo e con loro diventa ancora di più un gioco. Per i bambini niente è una barriera. Io sono la loro maestra. Il rapporto che si è instaurato in aula è veramente un rapporto speciale. Perché i bambini vanno ascoltati sempre. Con loro ci sono momenti meravigliosi che mi hanno ridato la gioia di vivere. A loro insegno a non mollare mai e a credere nei sogni. Racconto sempre quello che mi è successo, parlo dell’incidente, di quello che mi è capitato, del fatto che prima di allora anch’io camminavo. Cerco di far capire che la vita ti si può stravolgere da un momento all’altro, ma che passato il dolore e finita la rabbia, si deve ricominciare, ripartire senza piangersi troppo addosso perché vale sempre la pena di vivere».
Nel futuro cosa c’è?
«Ci sono tante cose. C’è il matrimonio, speriamo una maternità e poi l’obiettivo che mi sono prefissata per la mia vita professionale: fare la preside. La strada è lunga perché nella scuola servono impegno e tanta esperienza. Ma io non mi fermo».
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