La pallamano teramana sforna talenti

4 Giugno 2023

De Angelis, 18 anni, va nella massima serie spagnola con il Balonmano Benidorm: livello altissimo, non vedo l’ora di iniziare

TERAMO. Per le squadre della pallamano teramana non è stata una stagione da ricordare con le retrocessioni dalla A1, della selezione femminile, e dalla A2 della maschile. Ma non a caso Teramo è definita, da sempre, la culla della pallamano. Con una grande tradizione che viene confermata dal riconoscimento che hanno ottenuto due giovanissimi atleti teramani: Tommaso De Angelis e Riccardo Di Giulio. Il primo, ala sinistra classe 2005, andrà a giocare in Spagna, con il Balonmano Benidorm, nella massima serie. Una chiamata che arriva dopo che il talento aprutino ha difeso, per due anni, i colori del Campus Italia, il progetto innovativo della Federazione italiana handball che ha fatto crescere, in Abruzzo, con punto strategico nel centro tecnico federale al Pala Santa Filomena di Chieti, i migliori giovani italiani.
De Angelis, che ha una grande tradizione di pallamano in famiglia con papà Roberto e mamma Tiziana ex giocatori ad alto livello e il fratello Alessandro che ha difeso i colori del Molteno in A2, si è fatto notare. «È stato l’allenatore della squadra spagnola a chiamarmi e per me è stato subito un susseguirsi di emozioni», racconta, «con il Campus è stata un’esperienza importantissima sotto tutti i punti di vista, sono nel gioco ma anche come esperienza di vita, visto che sono stato fuori casa per due anni. La famiglia? I miei genitori sono stati contenti ma anche tristi perché sarò più lontano da loro. So benissimo che il livello in Spagna è molto alto, ma non vedo l’ora di iniziare con una squadra che ha una grande storia». Di Giulio, ala classe 1997, resterà a giocare nel campionato italiano ma cambia casacca pur restando sempre nel Trentino Alto Adige.
Tradizione di famiglia nel mondo della pallamano anche per lui, con mamma Maria e lo zio Jimmy ex giocatori ad alti livelli e la sorella Lucrezia atleta del Teramo in A1. Dopo quattro anni al Brixen la chiamata del Bozen, altra realtà di primo piano nella massima serie. «La stagione appena conclusa è stata difficile, sono stato fuori per infortunio oltre due mesi e, una volta rientrato, ho avuto meno spazio», sottolinea, «così quando è finito il campionato ho fatto delle riflessioni sul mio futuro. Mi dispiace per la città e i tifosi del Brixen ma quando è arrivata la chiamata del Bozen non ci ho pensato due volte. Arrivo in una società che ha vinto tanto, con dirigenti ed allenatore che hanno mostrato grande fiducia nei miei confronti».
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