La piscina non riapre Il Pd: è buio totale sulla gestione futura

D’Alberto attacca la giunta: «Avete portato al degrado dell’impianto e a un buco di 400mila euro nel bilancio»
TERAMO. «Per la riapertura della piscina comunale l'amministrazione naviga al buio». Al capogruppo del Pd in consiglio Gianguido D'Alberto, che ha riproposto la questione nell'ultima seduta dedicata alle interrogazioni, non bastano le rassicurazioni del sindaco Maurizio Brucchi sull'interesse manifestato da alcuni imprenditori per la gestione dell'impianto. «A quattro mesi dalla scadenza dell'ultima convenzione, più volte prorogata», osserva il consigliere, «non c'è la benché minima consapevolezza dei tempi e del percorso per lo svolgimento della gara e la riattivazione di una struttura che serviva un numero significativo di cittadini».
La vicenda, imbarazzante secondo D'Alberto, va ricondotta «all'incuria e all'inazione politica della giunta che nel tempo ha portato al degrado dell'impianto e ad una gestione che ha creato pesanti conseguenze per il bilancio comunale». I conti infatti non tornano, a detta del consigliere, per quanto riguarda il pagamento delle utenze che ha prodotto un "buco" di 400mila euro da cui è derivato anche un contenzioso ancora aperto. «Come mai non si è proceduto ad effettuare, in capo ai concessionari, la volturazione dei contratti inerenti le varie forniture, obbligatoriamente prevista nelle convenzioni stipulate almeno dal 2007?», chiede D'Alberto, «per quali ragioni le amministrazioni di centrodestra che si sono succedute in questi anni non hanno effettuato le dovute verifiche e applicato eventuali sanzioni?». Domande, precisa il capogruppo democratico, poste più volte e alle quali non è stata mai fornita risposta anche in merito alla scarsissima manutenzione. «E' incredibile che l'amministrazione non voglia o non sappia dire quali interventi siano stati fatti fino ad oggi», osserva il rappresentante dell'opposizione, «e quali abbia indicato, come ente proprietario, ai gestori».
Il consigliere ricorda infatti che il Comune per convenzione doveva contribuire alle spese di manutenzione straordinaria con cifre annue attestate a 80mila euro fino al 2012 e a 50mila euro nell'ultimo triennio. «L'amministrazione ha versato questi fondi?», insiste il capogruppo del Pd, «oppure c’è una relazione tra gli importi indicati per gli interventi e il pagamento delle bollette relative alle utenze?». D'Alberto invoca chiarezza e l'individuazione di responsabilità per gli errori compiuti in questa vicenda. «Al momento purtroppo continua a pagare solo la collettività teramana», conclude, «che con la chiusura della piscina è costretta a subire l'ennesimo schiaffo derivante dall’incapacità e dalla superficialità dell’amministrazione che ha privato, si spera solo per il momento, i cittadini di una struttura sportiva pubblica importantissima per la nostra comunità». (g.d.m.)
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