La piscina resterà chiusa fino a marzo

17 Dicembre 2017

Ecco i tempi tecnici della procedura di affidamento temporaneo dell’impianto. Bisognerà valutare le proposte

TERAMO. La piscina comunale dell’Acquaviva rischia di restare chiusa fino a primavera. Sono questi i tempi tecnici previsti per la procedura di affidamento temporaneo in gestione dell’impianto. La struttura è stata chiusa mercoledì scorso, dopo che la convenzione con la società Asi Teramo a cui era affidata dal 2015 è scaduta il 1° dicembre, e ci vorranno circa tre mesi per vederla tornare in funzione.
Nell’ultimo giorno di permanenza in carica dell’amministrazione cittadina, quasi contemporaneamente alla firma delle dimissioni da parte dei 18 consiglieri che l’hanno fatta decadere, la giunta ha approvato il bando per l’assegnazione della piscina per un anno, rinnovabile per il successivo. Quel provvedimento dev’essere ancora pubblicato e con il periodo natalizio ormai alle porte probabilmente diventerà operativo ad anno nuovo. A quel punto bisognerà attendere i tempi tecnici per la presentazione e la valutazione delle proposte che saranno presentate dalle società interessate all’incarico e subito dopo il Comune procederà all’assegnazione della piscina al nuovo gestore. Il lungo periodo di chiusura comporterà anche interventi di pulizia e ripristino dell’impianto, per cui a conti fatti la sua riapertura potrebbe avvenire non prima di marzo inoltrato.
Nel frattempo andranno verificati anche gli sviluppi dell’esposto alla Procura della Repubblica presentato dall’Asi Teramo, che ha ritenuto arbitraria e illegittima la decisione dell’ufficio tecnico d’interrompere le attività del gestore e delle altre società natatorie che utilizzavano la vasca fino a pochi giorni fa. Nonostante la scadenza della convenzione, infatti, le società non avrebbero abbandonato la struttura. Secondo loro, infatti, l’accordo con il Comune, al di là del termine del 1° dicembre, stabiliva che il funzionamento dell’impianto sportivo sarebbe proseguito fino all’arrivo del nuovo gestore. L’Asi Teramo e le altre società, a cui fanno riferimento oltre 400 atleti che praticano nuoto, pallanuoto e nuoto sincronizzato, avevano dunque raccolto quote d’iscrizione per attività da svolgere fino al 31 dicembre. Alla scadenza della proroga di pochi giorni concessa a inizio del mese, però, gli uffici hanno disposto lo scollegamento delle utenze all’interno della piscina. Il gestore e le altre società natatorie interessate, dunque, sono state costrette ad alzare bandiera bianca e a lasciare la vasca con l’impegno a restituire le somme versate in anticipo dai loro iscritti.
Irrisolta resta anche la questione dei rapporti economici tra l’ente e l’Asi. Stando ai calcoli del Comune, la società deve sborsare 150mila euro per bollette non pagate. La cifra, però, è contestata dal gestore che pretende lo scorporo dal debito degli 82mila euro spesi per lavori di manutenzione che hanno interessato anche la vasca all’aperto utilizzata durante i mesi estivi. (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .