La popolazione di Ponzano: «È tempo di aprire il cantiere»

14 Febbraio 2022

Il comitato che riunisce gli sfollati della frazione celebra l’anniversario del disastro in modo polemico «C’è tutto per ricostruire ma i lavori non partono, negli uffici competenti qualcuno non s’impegna»

CIVITELLA DEL TRONTO. A cinque anni dalla frana che li costrinse ad abbandonare le proprie case, gli abitanti di Ponzano di Civitella manifestano segnali d’insofferenza per la lentezza delle procedure mirate alla realizzazione della cosiddetta Nuova Ponzano, la frazione nuova di zecca che sorgerà in un terreno in località Sant’Eurosia. Sorgerà, appunto, perché il cantiere ancora non c’è. E l’enorme striscione esposto ieri dai cittadini in quel terreno ancora vuoto recitava, eloquentemente: “Un cantiere ci vuole”.
Si legge in una nota del comitato “Ponzano 13 02”: «In attesa dell’atto notarile che ratifichi definitivamente l’assegnazione dei lotti, la popolazione sfollata di Ponzano di Civitella del Tronto sollecita la necessità di avviare quanto prima il cantiere per i lavori di urbanizzazione e sottolinea che una buona e celere ricostruzione sia possibile solo grazie al lavoro di donne e uomini dello Stato competenti e volenterosi. La comunità di Ponzano, il 13 febbraio 2022, ha deciso di trascorrere ancora una volta insieme il quinto anniversario dell’attivazione della frana verificatasi nel 2017 e che ha reso inabitabile buona parte della frazione. Come negli anni passati il primo appuntamento è stato quello dedicato alla preghiera. Alle 10.30 la comunità di Ponzano ha partecipato alla messa presieduta da don Luca Ruggeri nella chiesa di San Flaviano a Ponzano alla presenza della sindaca di Civitella del Tronto Cristina Di Pietro. Alle 12 i ponzanesi si sono ritrovati sui terreni destinati alla delocalizzazione, ed è qui che il comitato, parafrasando “La luna e i falò” di Pavese, ha posizionato un'installazione che recita “Un cantiere ci vuole”. Gli sfollati, infatti, dopo cinque anni di attesa e di carteggi chilometrici tra gli enti, rivendicano la necessità di iniziare con i lavori e per questo, oltre all’installazione, hanno presidiato l’area con camion, ruspe e altri mezzi pesanti come augurio affinché presto si possa vedere l’inizio dei lavori» .
«Abbiamo vissuto mesi di silenzio, sappiamo che c’è tutto per poter procedere con la ricostruzione: ci sono i fondi, ci sono le norme, ci sono i tecnici incaricati, eppure ancora non prendiamo possesso dei lotti», queste le parole del presidente del comitato “Ponzano 13 02”, Ennio Ottavi. Alle 12.10, ora in cui si attivò la frana cinque anni fa, il silenzio è stato rotto dalle trombe dei mezzi pesanti. «Speriamo rompa anche il silenzio assordante che ci ha accompagnato in questi ultimi mesi», continua Ottavi, «non possiamo accettare che un progetto così importante, che ha visto l’impegno e la collaborazione di tutti, si areni per motivazioni sconosciute o, ancor peggio, per la leggerezza di chi, nascondendosi dietro lo spettro della cattiva burocrazia, non sente l’urgenza di contribuire con impegno e abnegazione al funzionamento della macchina dello Stato».
Sembra evidente che gli sfollati di Ponzano imputino a qualche ufficio la lentezza con cui è andata avanti la pratica, ma non indicano esplicitamente quale. «Nel frattempo», continua la nota, «migliaia di euro di denaro pubblico vengono spesi nei contributi di autonoma sistemazione e il prezioso operato della burocrazia buona, quella instancabile e seria, viene vanificato». Durante la celebrazione, conclude il comitato, «la popolazione di Ponzano ha voluto ricordare quanti non hanno avuto modo di riappropriarsi della propria casa prima di lasciare questa terra. A loro è dovuto l’impegno a sollecitare e contribuire alla velocizzazione dei processi di ricostruzione».(d.v.)
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