La Procura prepara tre avvisi L’autopsia non prima di lunedì

15 Aprile 2023

Potrebbero essere indagati titolare dell’impresa, direttore dei lavori e responsabile della sicurezza Al momento è da escludere il coinvolgimento nell’inchiesta della Curia in qualità di committente

TERAMO. Saranno firmati nelle prossime ore gli avvisi di garanzia per la tragedia sul lavoro che mercoledì ha visto vittima un giovane operaio edile senegalese, Ibrahima Dramè di 24 anni, padre di due bimbi che vivono in Senegal, precipitato da un ponteggio durante i lavori di ristrutturazione post-sisma della chiesa di Sant’Agostino, nel cuore di Teramo.
Il pubblico ministero Enrica Medori sta ancora vagliando i rapporti che le sono arrivati dai diversi organi istituzionali intervenuti sul luogo dell’incidente (polizia locale, vigili del fuoco e carabinieri del nucleo tutela lavoro, ai quali è stata affidata l’indagine), poi presumibilmente – si tratta di un’ipotesi basata su precedenti analoghi – iscriverà nel registro degli indagati tre figure legate al cantiere di lavoro in cui è avvenuta la tragedia, ovvero il titolare dell’impresa (la Alba Restauri di Fontanelle di Atri), il direttore dei lavori e il responsabile della sicurezza. Si tratta di un atto dovuto, visto che la magistratura inquirente ha disposto un accertamento irripetibile come l’autopsia, alla quale gli indagati potranno partecipare con un proprio consulente. A eseguire l’esame su Dramè per conto della Procura sarà l’anatomopatologo Giuseppe Sciarra, al quale l’incarico dovrebbe essere affidato lunedì. Per quanto riguarda la Curia di Teramo-Atri, ovvero il soggetto committente dell’opera di ristrutturazione della chiesa di Sant’Agostino, in base a una consolidata giurisprudenza non dovrebbe essere coinvolta nell’inchiesta.
Ibrahima Dramè mercoledì pomeriggio è precipitato da un’altezza di dieci metri sull’asfalto di via Vezzola mentre insieme a un collega di lavoro, un 43 enne di Atri, stava terminando di sistemare un ponteggio all’esterno della chiesa di Sant’Agostino. Non si esclude che possa esserci stato un cedimento improvviso dell’impalcatura su cui gli operai si trovavano. L’altro lavoratore, rimasto ferito, è finito su una bancata immediatamente sottostante, che lo ha salvato. L’unica certezza, al momento messa nero su bianco dai carabinieri nei primi atti arrivati in Procura, è che la vittima non aveva l’imbracatura.(d.v.)
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