La Proel sfida i colossi con il piano digitale “Vivo”

19 Dicembre 2015

Il nuovo strumento elettronico, tutto made in Italy, è stato presentato ieri nello stabilimento Dexibell (ex Roland) acquisito un anno fa ad Acquaviva Picena

ACQUAVIVA PICENA. Ha un design e un “cervello” tutti italiani il primo pianoforte digitale prodotto negli stabilimenti Dexibell della Proel spa, l’azienda di Sant’Omero sfida colossi come Yamaha, Casio, Korg e Roland. “Vivo”, questo il nome di battesimo del nuovo strumento musicale prodotto nello stabilimento della ex Roland Europe di Acquaviva Picena, acquisita dalla Proel è tre volte made in Italy: disegnato, ingegnerizzato e prodotto in Italia.

Fabrizio Sorbi, presidente della Proel, e Alfredo Maroni, presidente di Proel Lab, parlano con orgoglio dell’ultima creazione dell’azienda. Negli stabilimenti Dexibell sono stati stoccati i primi pezzi di “Vivo” che prenderanno il volo verso gli Stati Uniti, «che reputiamo essere il mercato dove vincere», afferma con giustificato ottimismo Sorbi. Il fondatore della Proel ricorda come, a ottobre 2014, lo stabilimento di Acquaviva venne salvato dalla dismissione decisa dalla casa madre Roland Corporation Japan. Non tutto il personale fu salvato, «ma non si potevano disperdere know how e storia», racconta Sorbi. «Il progetto Dexibell rappresenta un’unicità dell’industrial design e dell’engeneering pronto a collocarsi fra i players mondiali. I pianoforti digitali sono un nuovo segmento di mercato e Proel è pronta a vedersela con i competitor». Il folto pubblico presente in sala al quale sono state illustrate anche le strategie di marketing e di conquista del mercato, ha atteso un po’ per sentire all’opera i gioiellini. Ed è stata musica per le orecchie e delizia per gli occhi. Luigi Bruti, ingegnere del gruppo, racconta come sia stato possibile raggiungere il sogno di ridurre le differenze tra pianoforte acustico e quello digitale, dove il suono è un mix tra campionamento e modellazione fisica e dove lo standard qualitativo del suono è 256 volte superiore agli strumenti oggi sul mercato. Va aggiunto che, per la prima volta, sono stati fedelmente riprodotti suoni strumentali lontani nel tempo (dal Settecento in poi) ed altre novità tecnologiche impensabili. Un cuore pulsante di tecnologia italiana racchiuso in un “corpo” seducente elaborato dalla Q-Id di Forlì per tutte e tre le versioni (da palco, da casa e portatile). Alla prova dei polpastrelli del maestro pianista, Vivo ha lasciato di stucco. È pianoforte ma diventa anche chitarra, poi organo e altri trasformismi acustici. Con un semplice sfioramento, si attiva un’orchestra dai suoni definiti e fedeli. Basta uno smartphone connesso per trasmettere a Vivo una traccia e lasciare il musicista ai suoi virtuosismi.

Alex De Palo

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