La proposta all’istituto di fisica: diminuire le sostanze nocive usate negli esperimenti
Alla base di tutto c’è il fatto che le captazioni di acqua non sono compatibili con le sostanze usate a pochi metri, nel laboratori dell’Infn. «L'Istituto superiore di Sanità e la stessa Asl hanno...
Alla base di tutto c’è il fatto che le captazioni di acqua non sono compatibili con le sostanze usate a pochi metri, nel laboratori dell’Infn. «L'Istituto superiore di Sanità e la stessa Asl hanno ammesso che le captazioni ai laboratori e ai tunnel non rispettano i requisiti di legge in quanto le sostanze stoccate sono troppo vicine ai punti di prelievo. La presenza di 1.040 tonnellate di nafta pesante, 1.292 di trimetilbenzene (pseudocumene, un neurotossico), 45 sorgenti radioattive, dal Cesio137 all'Americio 241 (di cui 3 abbastanza rilevanti), seppur utilizzate in appositi contenitori, è inequivocabilmente incompatibile con i punti di captazione», osserva Augusto De Sanctis. L’ambientalista a questo punto fa una proposta all’Istituto di fisica nucleare: «E’ possibile ridurre l’uso delle sostanze tossiche usate in alcuni esperimenti? Pare di si. Così si ridurrebbe il rischio che possano verificarsi incidenti anche molto più gravi di quello di fine agosto. Non dimentichiamoci che dal Gran Sasso dipendono le risorse idriche praticamente di tutta la regione e l’inquinamento della falda sarebbe una catastrofe».

