La Provincia avvia la revoca dell’appalto

27 Aprile 2019

La ditta precisa: «Mai pensato di ritirarci, i lavori non possono essere conclusi perché l’ente non ha realizzato gli argini»

ROSETO. Sui motivi dello stop ai lavori per la realizzazione del ponte ciclopedonale sul Vomano, tra Roseto e Pineto, sembra regnare il caos. Perché se ieri la Ecofin 2010 ha chiarito di non aver alcuna intenzione di ritirarsi dall’appalto, la Provincia ha comunicato quasi in contemporanea di aver avviato le procedure per la revoca dell’affidamento alla ditta, denunciando tutta una serie di inadempienze. «I lavori sono fermi da mesi e l’ente contesta una serie di inadempienze alla ditta appaltatrice dell’opera», si legge in una nota della Provincia, «al momento il responsabile unico del procedimento della Provincia sta esaminando le controdeduzioni per decidere se procedere con la risoluzione del contratto. Nel contempo è stata chiesta alla Regione la proroga del termine dei lavori al 16 maggio 2020».
Inadempienze che a sua volta la ditta contesta alla Provincia. «Innanzitutto l’impresa non ha mai pensato e né evidenziato la volontà di ritirarsi dall’appalto», dichiara la Ecofin in una nota in merito alle notizie degli ultimi giorni, e tiene a precisare che «i lavori appaltati a corpo non possono essere completati in quanto l’amministrazione provinciale di Teramo non ha ancora realizzato gli argini fluviali sulle sponde del fiume Vomano che devono sopportare la sovrastruttura della pista ciclopedonale per l’ingresso e l’uscita dal ponte di attraversamento». Lavori, quelli relativi alla realizzazione degli argini fluviali, che secondo quanto dichiarato dalla Ecofin rientrerebbero in un precedente appalto di competenza di un’altra ditta. «La mancata realizzazione degli argini fluviali ha comportato il rallentamento nell’esecuzione dei lavori appaltati», continua la Ecofin, «in particolare del ponte per l’attraversamento del fiume Vomano, con fondazioni ed opere di sostegno dell’impalcato già realizzati e con travi ed elementi accessori dello stesso impalcato in corso di esecuzione la prefabbricazione». Una situazione che, continua la nota, «ha comportato l’introduzione di maggiori costi e danni all’impresa per il l’anomalo e rallentato andamento del cantiere e derivanti da fatti non imputabili alla stessa ditta appaltatrice». La questione relativa alla mancata realizzazione degli argini sarebbero stata sollevata dalla ditta fin dalla consegna dei lavori, ma la Provincia non avrebbe mai affrontato la questione. Da quanto si apprende, però, per gli uffici della Provincia il problema degli argini non impedirebbe alla ditta di procedere con i lavori.
Se l’ente procederà o meno alla risoluzione del contratto si saprà solo giovedì. Proprio per quel giorno, infatti, il presidente Diego Di Bonaventura ha convocato una riunione con dirigenti e responsabile unico del procedimento per fare il punto della situazione e decidere come procedere. A fronte della rescissione del contratto, se la Regione non dovesse concedere un’ulteriore proroga, la provincia rischierebbe infatti anche di perdere il relativo finanziamento regionale di circa due milioni di euro, stanziato nell’ambito del programma di completamento della pista ciclabile della costa. Nella riunione di giovedì, inoltre, si discuterà anche delle prossime azioni da mettere in campo per quanto riguarda il futuro del nuovo ponte sul Vomano tra Castelnuovo e Cellino. All’inizio del mese, infatti, la Provincia a causa dei ritardi nella consegna dei lavori ha dovuto accettare l’istanza di recesso presentata dall’Ati Di Eleuterio-Di Sabatino.(a.m.)
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