La Provincia chiede 5 milioni a Catarra

7 Maggio 2014

È la richiesta di risarcimento danni presentata ieri al presidente nel processo per la vicenda della Teramo Lavoro

TERAMO. La Provincia chiede 5 milioni di danni al suo presidente Valter Catarra e agli altri due imputati del processo Teramo Lavoro, Venanzio Cretarola e Salvatore Lagatta. E’ quanto si legge nell’atto di costituzione di parte civile dell’ente, rappresentato dall’avvocato Leonardo Arnese, atto presentato ieri al tribunale nell’udienza di apertura del processo.

Cinque milioni per risarcire non solo il danno patrimoniale – derivato dalla perdita dei finanziamenti del Fondo sociale europeo a Teramo Lavoro, società “in house” della Provincia – ma anche il danno morale subìto dalla stessa amministrazione, un danno di natura psichica che lede una prerogativa di tipo esistenziale, propria non solo delle persone fisiche, ma– secondo la tesi dell’avvocato, basata su sentenze di Cassazione – di cui dispone anche una persona giuridica quale è un ente locale.

L’inchiesta sulla Teramo Lavoro verte sull’uso del Fondo sociale europeo da parte della società e, in particolare, sulla nomina di Cretarola, amministratore della Teramo Lavoro, a coordinatore del progetto nella stessa società. Una nomina che sarebbe avvenuta con modalità illecite, senza una vera selezione pubblica, per la quale Cretarola avrebbe percepito 42mila euro provenienti dai finanziamenti europei. La nomina di Cretarola – secondo le accuse del pm Stefano Giovagnoni –sarebbe avvenuta con la connivenza di Catarra e di Lagatta, quest’ultimo direttore del personale della società.

Tutti e tre gli imputati devono rispondere di abuso di ufficio; Catarra e Cretarola anche di truffa e falso, mente il solo Cretarola è accusato anche di peculato per aver percepito illegittimamente 11mila euro per prestazioni lavorative non documentate. Accuse che i tre hanno già più volte contestato, sia in udienza preliminare che in altre sedi, e che adesso sono al vaglio del collegio giudicante presieduto da Giovanni Spinosa con i giudici a latere Roberto Veneziano e Carla Fazzini.

Prima che nel processo entrasse la Provincia, in udienza preliminare per iniziativa dell’avvocato Tommaso Navarra si era costituito parte civile il sindacalista della Uil Alfiero Di Giammartino, in qualità di cittadino elettore, possibilità consentita dalla legge quando l’ente locale non interviene nel processo, per chiedere i danni a nome della cittadinanza. L’avvocato Navarra aveva a sua volta chiesto 5 milioni di risarcimento, sia per il danno patrimoniale che per il danno morale, con argomentazioni analoghe a quelle presentate dall’avvocato Arnese. Il tribunale, però, visto che la Provincia ha deciso di costituirsi in giudizio, anche se in una fase successiva, ha estromesso Di Giammartino, poiché la costituzione del cittadino elettore è consentita solo in assenza dell’ente pubblico. Il tribunale ha inoltre ammesso altre due parti civili, rappresentate sempre dall’avvocato Navarra: Orlando Coco e Rossana Casasanta, che si ritengono danneggiati dalla procedura anomala della nomina di Cretarola. In sostanza entrambi aspiravano a quel posto e con titoli maggiori rispetto a Cretarola: per tale danno hanno chiesto 150mila euro ciascuno.

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