La Provincia chiede a dirigenti ed ex più di 430mila euro

26 Maggio 2015

Ispezione ministeriale, incarico all’avvocato Camerini di recuperare le somme erogate indebitamente dall’ente

TERAMO. La Provincia chiede indietro ai suoi attuali dirigenti e a sei ex una somma che supera i 430mila euro. E’ stato conferito, una settimana fa, l’incarico a un avvocato dell’Aquila, Francesco Camerini, di avviare azioni legali nei confronti di sei ex dirigenti, oltre agli eredi di un altro che nel frattempo è deceduto.

L’oggetto del contendere è sempre il risultato della famigerata ispezione ministeriale del 2010, quando i tecnici della Ragioneria generale dello Stato riscontrarono diverse irregolarità nei conti della Provincia. Dalle verifiche amministrativo-contabili emerse che diversi dirigenti avevano percepito indebitamente delle somme. Si tratta soprattutto dei famosi diritti di segreteria. Fino a qualche anno fa, infatti, al segretario dell’ente spettava una percentuale sulla registrazione dei contratti. Semplificando, su un contratto per l’appalto di un’opera pubblica il segretario percepiva una percentuale. Fin qui tutto legale. Ma la legge disponeva un tetto, oltre il quale le percentuali andavano girate all’ente. Gli ispettori rilevarono che al raggiungimento del tetto, a rotazione, alcuni dirigenti assumevano il ruolo di vice segretario, “registravano” l’atto e quindi avevano diritto alla percentuale. Ma la rotazione di questo incarico, secondo la Ragioneria dello Stato, non si poteva fare.

Adesso il presidente Renzo Di Sabatino, con la delibera del 14 maggio scorso, avvia il procedimento per chiedere indietro i soldi, per conto dell’ente. Le posizioni dei dirigenti, attuali e passati, sono molto differenziate. Intanto non tutti devono restituire i diritti di segreteria, alcuni devono ridare somme bassissime, relative alla presenza in alcune commissioni di concorso. Per i dirigenti andati in pensione o comunque usciti fuori dall’ente sarà chiesta la restituzione a: Francesco Antonelli (7.314 euro), Corinto Pirocchi (21.489 euro), Agreppino Valente (1.826 euro), Ferdinando Di Sansa (2.059 euro), Nadia Carletti (278 euro), Francesco Grue (191.140 euro). Agli eredi del dirigente scomparso saranno invece chiesti 97.071 euro. Ad alcuni, vista l’esiguità della cifra, saranno avviate trattative per il pagamento bonario.

Per quanto riguarda i dirigenti attualmente ancora nell’ente, si tenterà dapprima la strada dell’accordo bonario, e poi la Provincia inizierà a ritirare le somme direttamente dagli stipendi, a rate. A questo riguardo, non essendoci atti ufficiali come la delibera di conferimento dell’incarico al legale, pubblicata nell’albo pretorio dell’ente, si sa solo che la somma da recuperare è di 110mila euro circa, con posizioni fortemente differenziate fra i dirigenti ancora in forze alla Provincia.

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