La Provincia: lo Stato ci lasci 15 milioni

31 Gennaio 2017

Richiesta al governo per tenere i proventi dell’Rc auto e riparare i danni. L’Api chiede la sospensione delle imposte

TERAMO. Il territorio teramano si lecca le ferite. E inizia a pensare come rialzarsi. Hanno questo scopo alcune iniziative. La Provincia, in primis, chiede la sospensione dei prelievi da parte dello Stato. «Solo per il 2016 la Provincia ha contribuito con 15 milioni e mezzo alla finanza dello Stato; oltre ai tagli, infatti, le leggi di stabilità, da due anni, prevedono anche che gli enti provinciali devolvano buona parte dei loro introiti (Rc auto) al risanamento della finanza pubblica», si legge in una nota, «in considerazione dei danni subiti dal territorio da agosto 2016 in poi e della necessità di recuperare risorse per intervenire non solo sul ripristino delle opere danneggiate ma anche per gli investimenti a favore dei servizi, strade e scuole in particolar modo, la Provincia ha chiesto al governo di sospendere il prelievo della somma a carica dell’ente». «Abbiamo chiesto anche la collaborazione dell’onorevole Paolo Tancredi, membro della Commissione Bilancio e Finanze», spiega il presidente Renzo Di Sabatino, «affinchè questa urgenza sia adeguatamente rappresentata al governo e al parlamento».

Un’altra iniziativa parte da una serie di associazioni, fra cui CittadinanzAttiva Abruzzo, Italico, Assoturismo Abruzzo, Qualità Abruzzo, "Le Lunarie" di Civitella, "Orgoglio Civitellese”, oltre che “Nuvolaverde”. Si tratta di una petizione lanciata su change.org indirizzata al ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, a cui si chiede l'accertamento delle responsabilità di Enel nel gestire l'emergenza in Abruzzo in cui è stata «a rischio la sicurezza di centinaia di migliaia di cittadini costretti per giorni e, in parte ancora oggi, al buio e senza riscaldamento», si legge nel testo. Ieri avevano firmato in più di 500. Si chiedono chiarimenti sui costi delle operazioni, sui generatori e sui tecnici impiegati. Invocata «chiarezza sulle ragioni per le quali Enel Italia e Terna non hanno assicurato il ripristino del livello essenziale della fornitura elettrica dopo le abbondanti precipitazioni nevose e il terremoto del 18 gennaio».

Il presidente dell’Api, Alfonso Marcozzi, chiede – in una lettera alla Regione e ai parlamentari abruzzesi – «alle amministrazioni locali di prevedere da subito una sospensione, se non uno sgravio totale o parziale di tutti i contributi locali diretti e indiretti (Tari, Tasi, Imu e imposte comunali) nonchè la sospensione di tutte le rate dei finanziamenti. Dopo la fase emergenziale studiamo insieme l’introduzione di una fiscalità produttiva con modelli innovativi e soprattutto su nuovi modi di pensare e utilizzare la leva fiscale».

Intanto molti sfollati per il maltempo devono lasciare gli hotel in cui erano ospitati e questo crea malumori. Il Comune di Montorio – la situazione è comune anche ad altri – fa sapere che la disposizione è del Cor Abruzzo. «Essendo state ripristinate la viabilità e l'erogazione dell'energia elettrica» si legge nella mail del Cor, «coloro che hanno abitazione agibile sono tenuti a rientrare a casa. Coloro che invece ritengono siano presenti ulteriori problemi che precludono l'agibilità della propria abitazione, devono fare la segnalazione agli uffici comunali che predisporranno gli appositi sopralluoghi e che forniranno indicazioni sulla prosecuzione dell'assistenza alberghiera». A tal proposito, il responsabile dell'ufficio lavori pubblici del Comune Caterina Mariani fa sapere che è disponibile un modello di autodichiarazione per chi decida di restare in hotel per danni legati al sisma.

(ha collaborato

Catia Di Luigi)

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