La Provincia ora scende in campo contro le trivelle

20 Novembre 2014

TERAMO. La Provincia si schiera al fianco dei Comuni di Mosciano, Campli e Bellante ed i centri della Val Vibrata contro le estrazioni petrolifere. L'ente presieduto da Renzo Di Sabatino ha dato...

TERAMO. La Provincia si schiera al fianco dei Comuni di Mosciano, Campli e Bellante ed i centri della Val Vibrata contro le estrazioni petrolifere. L'ente presieduto da Renzo Di Sabatino ha dato mandato all'avvocatura di costituirsi in giudizio al fianco dei municipi teramani, che un anno fa si erano opposti per via giudiziale alle concessioni rilasciate dal ministero dello Sviluppo economico alle società petrolifere Gas Plus Italiana srl, Medoilgas Italia spa e Petrorep Italiana spa.

La decisione rappresenta una netta inversione di tendenza rispetto a quanto deliberato dalla precedente giunta provinciale, la quale aveva deciso di non affiancare le tre amministrazioni nella lotta alle trivelle. Si tratta del progetto di ricerche di idrocarburi liquidi e gassosi nella zona di Colle dei Nidi, ricadente nei territori della provincia di Teramo ed Ascoli , e contro il quale i tre Comuni avevano presentato ricorso al Tar del Lazio. Le amministrazioni avevano sottolineato l'importanza di tutelare le risorse del territorio, i beni pubblici e l'ambiente, contro le trivellazioni che avrebbero comportato degli alti costi per la collettività. «Considerato che il ricorso presentato dai Comuni fonda sul mancato coinvolgimento delle amministrazioni locali interessate e, in particolare, di quelle i cui territori dovrebbero essere oggetto di trivellazioni», dichiara Di Sabatino, «anche la Provincia, quale ente rappresentante dell’intera collettività, non può che avere un interesse legittimo a partecipare al giudizio. Al di là degli aspetti giuridici, questa decisione sottolinea la nostra volontà politica ad opporci a progetti che, considerato il loro impatto ambientale, sociale ed economico, tagliano fuori da ogni percorso partecipativo e decisionale proprio i diretti interessati».

Sandro Petrongolo