La provincia ospita più di mille rifugiati

3 Marzo 2018

Al momento sono 960 nei 37 centri d’accoglienza sparsi sul territorio e 150 nei due Sprar di Teramo e Roseto

TERAMO. In provincia di Teramo sono attualmente ospitati a cura della prefettura, nei centri di accoglienza straordinaria, circa 960 richiedenti la protezione internazionale. I Centri accoglienza straordinari (Cas) sono 37 e si trovano nel territorio dei comuni di Teramo, Alba Adriatica, Atri, Basciano, Campli, Canzano, Castellalto, Castilenti, Cellino Attanasio, Civitella del Tronto, Isola del Gran Sasso, Martinsicuro, Montefino, Montorio al Vomano, Rocca Santa Maria, Roseto degli Abruzzi, Torricella Sicura, Tortoreto. L'età media degli accolti è compresa tra i 20 ed i 25 anni e provengono, prevalentemente, da Paesi dell'Africa sub-sahariana (Nigeria, Gambia, Costa d'Avorio, Mali, Sierra Leone e altri) e da Paesi asiatici (Pakistan, Afghanistan, Bangladesh e altri).
Secondo il report della prefettura, in provincia sono presenti anche due centri Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, la cosiddetta seconda accoglienza) presso i comuni di Teramo e Roseto degli Abruzzi con, rispettivamente, 100 e 50 posti disponibili (al momento quasi tutti occupati). La selezione dei soggetti gestori della prima accoglienza – e quindi dei Cas – è effettuata dalla prefettura tramite gara pubblica, incentivando un'accoglienza il più possibile diffusa sul territorio. I comuni che aderiscono allo Sprar e raggiungono la quota di persone accolte prevista nel Piano nazionale di riparto di ministero dell'Interno e Anci, sono esclusi dai bandi di gara (è la cosiddetta clausola di salvaguardia, che mira ad evitare che in comuni dove ci sono gli Sprar arrivino altri migranti).
La spesa per l'accoglienza in provincia di Teramo si attesta, in media, sui 34 euro al giorno pro capite (quindi, al momento, è di 32.600 euro giornalieri per i 960 ospiti dei Cas). Gli arrivi di nuovi ospiti sono comunicati dal ministero dell'Interno con un preavviso molto breve (a volte anche meno di 24 ore), per cui non è possibile fare previsioni relativamente ai possibili flussi aggiornati. «Tuttavia, i centri e quindi le località di accoglienza possono al momento considerarsi definiti per cui, salvo motivata richiesta di sostituzione di una struttura con contestuale apertura di altra, al momento non pervenuta, nei prossimi mesi il numero e l’ubicazione dei Cas attivi non dovrebbe subire variazioni», fanno sapere dall’ufficio prefettizio che si occupa di immigrazione.
Ma è possibile utilizzare gli immigrati per servizi di pubblica utilità? «I Comuni che intendono impiegare i richiedenti asilo in progetti di pubblica utilità devono stipulare precise convenzioni con i soggetti gestori, che vengono sempre previamente "vistate" dalla prefettura. I Comuni che al momento impiegano, o hanno impiegato nei mesi scorsi, i richiedenti asilo in progetti di pubblica utilità sono Basciano, Campli, Montorio al Vomano, Roseto degli Abruzzi e Torricella Sicura. Vi è stata in ogni caso la partecipazione dei migranti a varie attività di carattere sociale, sebbene non formalizzate in protocolli con gli enti locali di riferimento», conclude la prefettura.
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