La Provincia può tornare ad assumere

Con il piano di riassetto organizzativo, approvato dall’ente, previsto il potenziamento di uffici e pianta organica
TERAMO. Riorganizzazione e potenziamento degli uffici tecnici con particolare riguardo ai settori relativi a manutenzione ed edilizia scolastica e dell’ufficio Suate (stazione unica appaltante) così come della polizia provinciale i cui numeri, attualmente, sono appena sufficienti a fronteggiare «gli obblighi e gli onerosi adempimenti di varia natura a presidio del territorio».
Sono i due principi cardine lungo i quali si muove il piano di riassetto organizzativo della Provincia di Teramo, approvato martedì pomeriggio in consiglio e che rappresenta, come previsto dalle ultime leggi di bilancio, il presupposto obbligatorio per poter procedere alle nuove assunzioni. Un aspetto di vitale importanza per la Provincia di Teramo, che dall’entrata in vigore della legge Delrio ad oggi è passata da 320 dipendenti a d un organico di appena 155 unità. E questo nonostante siano rimaste in capo alle province competenze importanti come viabilità ed edilizia scolastica. «Questo è il primo atto di una riorganizzazione che dovrà rendere la struttura più snella e più veloce», ha commentato il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, «dove si facilitano e non si complicano le azioni. Questo è il messaggio che vogliamo far passare».
Il potenziamento degli uffici passerà necessariamente per nuove assunzioni. Le leggi di bilancio per il 2018 e il 2019 hanno infatti previsto, oltre a risorse per la spesa corrente e per gli investimenti, anche la cancellazione del blocco delle assunzioni. Un’opportunità che la Provincia di Teramo intende sfruttare. «Nei prossimi 15 giorni vedremo di iniziare a lavorare per riorganizzare la macchina amministrativa», ha aggiunto Di Bonaventura, «e quindi lavoreremo anche alla pianta organica. Il plafond per le assunzioni dovrebbe essere di circa 200mila euro, che dovremo inserire in bilancio». Tra le figure da potenziare, anche attraverso il ricorso alla mobilità tra enti, quelle «a garanzia dell’esercizio delle funzioni in materia di viabilità ed edilizia scolastica» e quelle «economico-amministrative dedicati a procedimenti legati agli investimenti e alle opere pubbliche», come si legge nel documento approvato in consiglio.
Nel piano di riassetto, dove viene evidenziato come per gli anni 2019-2020 la Provincia sia risultata assegnataria, per ciascuna annualità, di 2.578.926 euro finalizzati al miglioramento delle infrastrutture stradali, ampio spazio viene dato anche alla necessità di proseguire con particolare attenzione al trasferimento di parte delle strade provinciali all’Anas. Sul tavolo, infine, questa volta in tema di patrimonio edilizio, la necessità di «una globale razionalizzazione degli utilizzi che consenta all’ente un risparmio degli oneri locativi che è tenuto a versare» per dare risposte «ai bisogni delle utenze scolastiche».
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