La psichiatra: «L’attività manuale aiuta a risvegliare l’amore per la vita»

22 Aprile 2015

L'attività manuale serve per risvegliare tutto l'amore per la vita. Il tempo del carcere dovrebbe essere un tempo utile, un tempo produttivo in cui le abilità manuali e cognitive dei detenuti...

L'attività manuale serve per risvegliare tutto l'amore per la vita.

Il tempo del carcere dovrebbe essere un tempo utile, un tempo produttivo in cui le abilità manuali e cognitive dei detenuti possono essere impiegate per la crescita personale e per permettere agli stessi detenuti di elaborare un nuovo progetto di vita, ritrovando nello stesso tempo la dignità di vivere un'esistenza che è proiettata verso la legalità.

Pertanto vengono stimolate tutte quelle attività manuali che sono svolte in cella, finalizzate anche a far emergere, attraverso l'espressione e la creazione artistica, quelle emozioni e quei sentimenti che spesso non riescono ad emergere.

Ritrovarsi nella dimensione creativa aiuta a sublimare i conflitti , l'angoscia, la rabbia, la solitudine, ma soprattutto il bisogno di essere considerato una persona.

Verosimilmente la vena artistica ristabilizza l'assetto psichico, a dimostrazione di quanto le attività artigianali, intese soprattutto come modalità di impegno, di progetto esistenziale, in una dimensione temporale e dilatata e priva di significato, dove spesso il pregiudizio ci fa dimenticare il senso dell'umano, risveglino tutto l'amore che c’è per la vita.

Antonella Nissemi (psichiatra)