La rabbia degli operatori: «Disdette le prenotazioni»

Albergatori e commercianti chiedono che l’impianto riapra entro breve tempo: «Per noi è una rovina, poteva essere la stagione della ripresa economica»
PIETRACAMELA. Dall’entusiasmo per la riattivazione della cabinovia sabato mattina alla forte preoccupazione dopo il sequestro scattato nel pomeriggio: gli operatori di Prati di Tivo chiedono a gran voce che la situazione si sblocchi e che l'impianto riparta per evitare l'ennesima stagione in perdita. Intanto contano i danni con le prime disdette di prenotazioni.
I sorrisi nel vedere l’impianto funzionante e la piazzetta piena di macchine dopo mesi di desolazione sono durati poche ore sul viso degli operatori turistici e degli appassionati di montagna. Nel tardo pomeriggio di sabato il sequestro degli impianti disposto dall’autorità giudiziaria e notificato dalla guardia di finanza ha riacceso la preoccupazione, ma soprattutto la rabbia .
La riattivazione dell’impianto a inizio estate e non a Ferragosto come l’anno scorso aveva riacceso l’entusiasmo di tutti, soprattutto di chi vive con i turisti e ora deve fare i conti con le disdette, gli ordini di provviste che non verranno utilizzate e i dipendenti che dovranno restare a casa. La Procura teramana ha indagato cinque persone, tra le quali il gestore Marco Finori, e contesta i reati di attentato alla sicurezza dei trasporti e falso ideologico.
La società, nel frattempo, ha preannunciato ricorso contro i sigilli in una vicenda che si annuncia dai tempi lunghi. Ora gli addetti del settore chiedono celerità per evitare una crisi irreparabile. «Se la cabinovia non verrà riattivata entro una settimana è la fine dei Prati», ha detto Tonino Parogna proprietario del bar/ hotel Gran Baita, «abbiamo riaperto l’hotel e già dei gruppi Cai hanno disdetto: la gente prenota altrove, dove ci sono servizi e certezza. Sabato abbiamo lavorato bene ed era tornata la voglia di fare, ma così prevediamo una forte crisi per una stagione che era piena di aspettative». Preoccupazione anche per Antonio Riccioni del Bar Prati di Tivo e La bottega del Parco. «L’ennesimo danno d’immagine per la stazione e per l’Abruzzo e un incredibile danno economico per il comprensorio», ha lamentato, « c’è grande delusione: stavamo programmando gli eventi, organizzandoci per aumentare i turni infrasettimanali del personale e ora c'è rivedere tutto perché c'è pochissima gente. Io e il mio staff siamo vicini ai lavoratori della Finori srl che sono senza lavoro».
Dispiacere anche per l’amministrazione di Pietracamela che si era impegnata venerdì per il rilascio, in poche ore, del piano di evacuazione dalle frane. «L’inchiesta farà il proprio corso e la magistratura opererà le opportune valutazioni», ha detto il sindaco Antonio Villani , «ci auguriamo che tutto si possa risolvere nel breve tempo per salvare la stagione perché questo continuo “stop and go” sta creando danni enormi. Ribadiamo che è necessario vendere gli impianti a un solo proprietario per fare programmazione e liquidare la Gran Sasso Teramano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

